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Isis in Iraq e Siria è “al verde”. Ogni mese perde fino a 6,5 milioni

Isis In Iraq E Siria è “al Verde”. Ogni Mese Perde Fino A 6,5 Milioni

L’operazione Inherent Resolve sta distruggendo le finanze Isis nei 2 paesi

Isis in Iraq e Siria non sta perdendo solo terreno. Ma anche risorse finanziarie, fondamentali per la sua sopravvivenza. Lo ha confermato il portavoce della Coalizione internazionale, il colonnello John Dorrian, a Rudaw TV, Le manovre condotte dall’operazione Inherent Resolve stanno causando mancati introiti e perdite per milioni di dollari ogni mese. “Non solo impediamo loro di guadagnare denaro dal petrolio – ha sottolineato l’ufficiale -. Distruggiamo anche le loro finanze, il contante, ovunque sia il luogo in cui è immagazzinato. Lo abbiamo fatto già molte volte e continueremo a farlo”, ha aggiunto Dorrian spiegando che queste azioni inibiscono la capacità operativa del Daesh. I soldi distrutti, infatti, servivano per pagare le paghe dei combattenti e i premi alle famiglie degli attentatori suicidi dello Stato Islamico. “Togliamo al Califfato da 4,5 a 6,5 milioni di dollari al mese nelle operazioni ad hoc che la Coalizione conduce”, ha concluso il portavoce.

A Mosul Isis perde milioni di dollari dalla mancata vendita al mercato nero dei reperti

Isis, peraltro, sta perdendo ingenti risorse non solo a causa degli attacchi della Coalizione; ma anche a seguito delle sconfitte subite. Soprattutto in Iraq. A Mosul Est, per esempio, è stata ritrovata in una casa abbandonata del Daesh nel quartiere di Hai Zra’a una notevole quantità di artifatti. Si tratta di 107 pezzi provenienti dall’epoca imperiale assira e della prima era islamica. Sono reperti archeologici antichissimi (hanno oltre tremila anni) e con un valore inestimabile. Questi con tutta probabilità erano stati stoccati nell’edificio per poi essere immessi sul mercato nero. Una volta venduti avrebbero fruttato milioni di dollari, necessari allo Stato Islamico per sopravvivere. Ma che invece sono andati persi insieme a tutto il quadrante. Sembra, inoltre, che l’edificio non sia l’unico. tanto che i militari iracheni hanno costituito una task force che si sta occupando proprio di investigare ed eventualmente recuperare altri tesori nascosti nell’area.

Tutti gli stratagemmi Isis per recuperare risorse sono falliti. Al Daesh sono rimasti solo i rapimenti

Isis ha cercato di reagire a questa emorragia di denaro in vari modi. Soprattutto in Iraq. Innanzitutto ha smesso di pagare i jihadisti e poi ha cercato di tassare la popolazione in tutti i modi. Arrivando persino a chiedere soldi alle donne. Secondo Alsumaria, la tesoreria del Daesh (Diwan al-Hisba) ha formato dei comitati per imporre alle abitanti di Mosul Ovest di donare allo Stato Islanico tutti i loro gioielli. Pena punizioni anche corporali, come la fustigazione. Queste tecniche, però, sono fallite. Tanto che gli abitanti locali hanno preferito rischiare la morte piuttosto che pagare. A quel punto, è rimasta l’ultima strada: quella dei rapimenti di civili a scopo di riscatto. L’ultimo in ordine di tempo è avvenuto nelle scorse ore a Naft Khana, a est di Baqubah. I jihadisti hanno assaltato il quartiere generale della Hamorabi Company e hanno sequestrato 5 lavoratori.

L’intervista di Rudaw TV al colonnello Dorrian, il portavoce dell’operazione Inherent Resolve

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