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Isis, il Califfato sta morendo nello stesso posto dove è nato: Mosul

Isis, Il Califfato Sta Morendo Nello Stesso Posto Dove è Nato: Mosul

Militari iracheni sono a Jawsaq, a meno di 2 chilometri dalla moschea al-Nuri

Isis a Mosul è ormai in rotta. Le forze irachene nelle scorse ore hanno effettuato un raid nel quartiere di al-Mansour arrestando diversi comandanti Daesh e annientando i miliziani. Ad al-Tairan, invece, hanno catturato 7 leader dello Stato Islamico. Inoltre, nonostante la resistenza nemica, continuano ad avanzare nel quadrante occidentale. Prima sono stati ripresi al-Jamhuriyah street e l’al-Shuhadaa park. Poi, è stata la volta del quartiere di Jawsaq. L’area è strategica, in quanto dista meno di 2 chilometri da un luogo simbolo per Isil: la Grande Moschea di Mosul, quella di al-Nuri. Fu qui che Abu Bakr al-Baghdadi nel 2014 dichiarò ufficialmente la nascita del Califfato.

Per Isis perdere la Moschea sarà ammettere che il sogno del Califfato è finito

Riconquistarla assesterà un colpo altrettanto simbolico a Isis, soprattutto sul versante del morale. Confermerà, infatti, che il Califfato è morto nello stesso luogo in cui è nato. Non solo. Nelle scorse ore c’è stato un altro segnale premonitore di ciò. Il cameraman che filmò il famoso sermone, un siriano chiamato Abu Huthaifaq al-Halabi, è stato ucciso in un raid aereo. Proprio nei pressi della Grande Moschea e vicino al luogo esatto dove fu ripreso il discorso. Di fatto, grazie alle operazioni Stiamo Arrivando Niniveh e Inherent Resolve, stanno sistematicamente scomparendo tutti i capisaldi che hanno portato alla nascita e all’espansione di Isis.

Isis si vendica per le sconfitte, attaccando con armi chimiche

Intanto Isis prova a vendicarsi effettuando attacchi con armi chimiche su Mosul Est. Daesh ha lanciato razzi Katyusha, che contenevano agenti nervini sull’area orientale. Non è chiaro se si trattasse di cloro o gas mostarda. Alcuni residenti sono rimasti intossicati e sono stati trasferiti negli ospedali della provincia. Almeno tre di loro sono attualmente ricoverati a Erbil, come riporta Bas News, presso il West Emergency Hospital. Purtroppo non è una sorpresa l’uso da parte del Daesh di armi chimiche. In passato, infatti, era già accaduto. Sia contro i Peshmerga sia contro i civili. A Sinjar, per esempio, erano state ferite oltre 100 persone. Anche la conquista della Mosul Università ha confermato la pratica dello Stato Islamico. Il Pentagono ha reso noto il mese scorso che i miliziani Isil avevano preparato ordigni con agenti nervini, usando i laboratori dell’ateneo.

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