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Isis, giallo sul sostituito di al-Baghdadi. Sembra sia al-Mawsely

Isis, Giallo Sul Sostituito Di Al-Baghdadi. Sembra Sia Al-Mawsely

Il nuovo Califfo Isis dovrebbe essere Abu Hafsa al-Mawsely

È scontro all’interno di Isis per la nomina del successore di Abu bakr al-Baghdadi. Abu Hafsa al-Mawsely, vice comandante Daesh, è stato scelto per sostituire il Califfo, di cui non si hanno tracce ormai da mesi. Lo rivelano diverse fonti media, anche se non ci sono ancora conferme ufficiali. A nominarlo sarebbero state la Shura e il Consiglio di Guerra dello Stato Islamico, i due massimi organi dei jihadisti. Questa scelta, però, secondo l’intelligence avrebbe acuito i conflitti interni nella formazione. Diversi gruppi, infatti, si sono sentiti esclusi e hanno criticato il leader designato. Ritengono che in un momento come questo fosse necessario ponderare meglio la scelta del futuro Califfo. A proposito, hanno preannunciato battaglia e hanno paventato l’ipotesi di staccarsi da Isil.

La scelta ha suscitato malcontento e scontri interni, per ora sporadici, a Mosul Ovest

La conferma viene dal fatto che gli 007 di Baghdad hanno riportato che negli ultimi giorni a Mosul ci sono stati diversi scontri armati all’interno di Isis. Si è trattato di episodi sporadici, che però potrebbero diventare in breve qualcosa di più grande. Soprattutto a seguito del fatto che nella città il morale dei jihadisti Daesh è a terra. Ciò a seguito delle continue sconfitte subite e dell’incapacità adi reagire all’offensiva nemica. Questa situazione disperata, peraltro, è imputata a una quasi totale assenza di leadership nello Stato Islamico. In parte perché la maggior parte dei comandanti sono fuggiti, in parte perché quelli rimasti sono presi di mira dai raid aerei ed eliminati sistematicamente.

I miliziani vogliono un capo disposto a morire per loro, ci sono dubbi su capacità militari di al-Mawsely

Perciò, i miliziani Isis vogliono disperatamente un capo. Questo, però, deve essere un leader carismatico e operativo. Che sia in grado di migliorare le capacità di resistenza dei miliziani e disposto a sacrificare la sua stessa vita per il Daesh. Qualità che al-Baghdadi ha dimostrato di non possedere e che non si è certi siano nel DNA di Abu Hafsa al-Mawsely. L’uomo è estremamente violento, ma finora si è occupato poco della gestione operativa del Califfato. Solo nel periodo in cui ha comandato unità militari, ma senza riscuotere particolare successo o apprezzamenti dai suoi uomini. È, infatti, uno dei massimi legislatori e in passato è stato ai vertici di numerose posizioni amministrative. Quindi, in molti sospettano non sia l’uomo adatto per guidare la formazione. Soprattutto oggi.

Molti sub-divisioni Isis lamentano di non aver ricevuto il peso che meritavano: pronte a vendicarsi

Inoltre, le diverse sub divisioni Isis pretendono avere un peso nella scelta del nuovo leader. Diversi gruppi alleati del Daesh mettono sul piatto l’aver sacrificato molti uomini e risorse. Quindi affermano di avere pieno diritto di sedersi al tavolo dei “big”. Perciò, sottolineano che avrebbero dovuti essere stati consultati sulla scelta del nuovo Califfo. Inoltre, secondo fonti d’intelligence, si sono detti disposti a imbracciare le armi contro i loro stessi compagni, pur di far passare le loro ragioni. Quanto accaduto, infatti, è stato giudicato un ulteriore tradimento dei principi di base dello Stato Islamico. Che, giurano, non passerà senza reazioni.

La crisi interna Isis sulla leadership è nata a Mosul tra gennaio e febbraio 2017

La prima crisi interna ufficiale in Isis è nata a Mosul tra la fine di gennaio e i primi di febbraio del 2017. A farla emergere, un gruppo di dissidenti Daesh guidato dal siriano Abu Abdullah al-Shami. Questo aveva esortato gli altri capi jihadisti a interrompere l’alleanza con al-Baghdadi. Non c’era, infatti, garanzia che il Califfo fosse ancora vivo. In particolare, il comandante ribelle aveva citato il codice di comando della formazione. Questo revoca i poteri di guida a un leader in caso non siano certe le sue capacità o dove sia. Sul primo versante, è lampante la disfatta che il gruppo sta subendo in Iraq e Siria da tempo. Sul secondo, si ritiene che al-Baghdadi si nasconda vicino al confine con la Siria. Nessuno, però, sa con certezza dove e se sia vero.

 

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