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Isis e Al-Qaeda potrebbero fondersi per ricostituire il Califfato

Isis E Al-Qaeda Potrebbero Fondersi Per Ricostituire Il Califfato

ICSA: Isis e Al Qaeda potrebbero fondersi, creando un nuovo gruppo che rappresenterebbe una minaccia ancor più destabilizzante per l’Occidente

Isis e Al Qaeda potrebbero fondersi, creando un nuovo gruppo che rappresenterebbe una minaccia ancor più destabilizzante per l’Occidente, rispetto alle due formazioni. Lo ipotizza la Fondazione ICSA, che ha appena presentato la ricerca “Terrorismo, criminalità e contrabbando. Gli affari dei jihadisti tra Medio Oriente, Africa ed Europa”. La Fondazione ricorda che la caduta dello Stato Islamico, anche se vi sono ancora significative sacche di resistenza nel teatro siro-iracheno, sembra aver restituito una nuova vitalità al network fondato da Osama bin Laden. Questo, infatti, oggi torna a invocare unità di azione e di intenti per ricostituire, nel lungo periodo e con altre strategie, il Califfato. Il tentativo è di riacquisire la leadership della jihad globale riconducendola sotto linee guida unitarie, dopo anni di contrapposizione con Daesh e il reciproco scambio di accuse di “deviazionismo”. Magari con Hamza bin Laden, figlio di Osama e prescelto per dirigere il gruppo.

La Fondazione: La terza diaspora jihadista andrà ad alimentare i gruppi estremisti già affiliati sia ad al-Qaeda sia a Daesh. La rete di Bin Laden tornerebbe a rappresentare la “mente operativa”, mentre le cellule dello Stato Islamico il suo braccio armato

Secondo ICSA, la fine del Califfato ha già provocato la terza diaspora jihadista (la prima seguita alla cacciata dell’Urss dall’Afghanistan e la seconda, all’annientamento dell’Emirato afghano del mullah Omar). Questa andrà certamente ad alimentare i gruppi estremisti già affiliati sia ad al-Qaeda sia a Isis, nonché le cellule dormienti nei paesi occidentali ed arabi moderati. I nuovi rientri potrebbero favorire forme aggregative ed atti di terrorismo ancor più eclatanti. Ciò in virtù di un’alleanza fra le varie metastasi jihadiste. La rete di Bin Laden tornerebbe a rappresentare la “mente operativa”, mentre le cellule dello Stato Islamico il braccio armato, con risorse di gran lunga superiori a quelle della vecchia formazione. Le nuove forme di aggregazione disporrebbero anche di maggiori capacità operative. Sia per esperienza maturata e tecnologie acquisite (ad esempio l’impiego di droni da parte di Daesh) sia per gli schemi psicologici e di propaganda mediatica interiorizzati.

Gli ultimi eventi in Siria e in Iraq confermano la tesi di ICSA: a Idlib HTS ha siglato un’alleanza con Isis e nel paese vicino terroristi sciiti e sunniti di varie sigle combattono contro i nemici comuni

A conferma della tesi della Fondazione ci sono gli ultimi eventi in Siria e in Iraq. Nel primo paese Hayat Tahrir al-Sham (HTS), evoluzione di Al-Qaeda (passando dal Fronte Al-Nusra), ha siglato una sorta di alleanza con Isis a Idlib, al confine con la Turchia, accogliendo i miliziani in fuga da Deir Ezzor e dalle altre aree della nazione. Oggi, infatti, la provincia è la meta preferita in cui i jihadisti dello Stato Islamico si fanno trasferire dopo i vari accordi con Damasco, in cambio della resa. Ciò è avvenuto in vari casi, da Qalamoun all’enclave di Ghouta alle porte della capitale, passando per Daraa. In passato, invece, HTS (che tradizionalmente comanda a Idlib) ha più volte cercato di cacciare Daesh. Nel secondo, recentemente si sono creati assi comuni tra terroristi sciiti e sunniti, a prescindere di quale sigla facciano parte, per colpire obiettivi di interesse comuni.

Il Rapporto della Fondazione ha analizzato le dinamiche evolutive di al-Qaeda e dello Stato Islamico, evidenziandone gli snodi fondamentali, recenti e passati. Sia dal punto di vista dell’organizzazione sia della strategia

Il Rapporto ICSA ha analizzato le dinamiche evolutive di al-Qaeda e dell’Isis evidenziandone gli snodi fondamentali, recenti e passati. Sia dal punto di vista dell’organizzazione sia della strategia. Al-Qaeda si è imposta sin dall’inizio come “globale”; centralizzata sul piano ideologico, operativo, logistico e organizzativo, in grado di pianificare azioni contro l’Occidente. Entità che, attraverso una struttura reticolare a diffusione molecolare e molteplici forme di spontaneismo armato, forniva una sorta di copyright ideologico ai gruppi jihadisti disseminati in tutto il mondo. Daesh invece non nasce improvvisamente, ma è un virus che ha almeno sei anni di incubazione, dal 2006 al 2012, quando fece la sua prima comparsa nella guerra civile siriana. Nell’aprile del 2013 il sedicente Stato Islamico dell’Iraq con a capo al-Baghdadi si trasformò in Stato Islamico dell’Iraq e del Levante (ISIL), poi indicato alternativamente con il nome di Stato Islamico dell’Iraq e di al-Sham o Stato Islamico dell’Iraq e della Grande Siria. 

Dopo il divorzio tra la rete di Osama bin Laden e Daesh, quest’ultima ha surrogato la prima, rendendo più attraente la jihad per i suoi supporters grazie a uno Stato Islamico reale su un vasto territorio. Poi, però, la sua sconfitta militare ha obbligato i due gruppi a una riflessione profonda

Il divorzio fra al-Qaeda e Daesh avvenne nel febbraio del 2014 con la definitiva inclusione della Siria nella ri-denominazione dell’ex AQI (al-Qaeda in Iraq) in Isis (Stato Islamico dell’Iraq e della Siria), e poi IS (Islamic State), che proseguì apparentemente da solo sulla sua sanguinosa strada. Secondo l’ideologia Isis, il Califfato universale deve essere ricostituito attraverso la jihad, iniziando con la realizzazione di califfati regionali, futuri poli di attrazione per i paesi confinanti. Sulla base di questo disegno strategico, Daesh ha compiuto una travolgente avanzata surrogando di fatto al-Qaeda e rendendo la propria jihad più incisiva sull’area conflittuale, nonché più attraente per i suoi supporter, con la costituzione di uno Stato Islamico non più vagheggiato ma pienamente realizzato su un vasto territorio. Poi, però, la comunità internazionale ha distrutto il sogno del Califfato e sconfitto militarmente IS, obbligando le due formazioni a una riflessione profonda. 

Nella ricerca ICSA si approfondisce anche l’ipotesi di un nesso tra finanziamento del terrorismo jihadista nelle sue molteplici forme e attività e i ricavi provenienti da diverse tipologie di traffico criminale

La ricerca di ICSA parte dall’analisi delle principali dinamiche e strategie del binomio al-Qaeda-Isis in Medio Oriente, Africa ed Europa. All’interno si approfondisce l’ipotesi di un nesso tra finanziamento del terrorismo jihadista nelle sue molteplici forme e attività e i ricavi provenienti da diverse tipologie di traffico criminale. Dai contrabbandi di petrolio, migranti e organi alla tratta di esseri umani. Dai traffici di armi, droga, medicinali e antichità ai commerci illeciti sul dark web, passando dal riciclaggio e sfruttamento illegale di money transfer e criptovalute. I jihadisti, infatti, fanno ormai parte integrante del gioco economico, ritagliandosi propri segmenti operativi nella filiera del crimine. L’iniziativa della Fondazione rientra nel progetto “Fighting Terrorism on the Tobacco Road”, vincitore nel 2016 del primo bando PMI IMPACT, programma di finanziamento internazionale promosso da Philip Morris International a sostegno di progetti dedicati al contrasto di traffici illegali e crimini correlati a livello globale.

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