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Isis apre un servizio di mailing list per diffondere la propaganda

Isis Apre Un Servizio Di Mailing List Per Diffondere La Propaganda

Isis lancia sui social un servizio di sottoscrizione via mail alle ultime notizie da tutto il Califfato

Isis rilancia la propaganda sul web, sperando di attrarre nuove reclute. Lo fa creando delle mailing list a cui inviare le ultime novità dal “mondo Daesh”. Lo riporta foreigndesknews.com, citato da Islam Media Analysis. A proposito, la branca cyber dello Stato Islamico ha sviluppato un sistema di sottoscrizione via mail alle notizie. Queste provengono da tutte le aree dove i jihadisti sono presenti. Dall’Iraq alla Siria, passando per la Libia, le Filippine, lo Yemen e l’Occidente. L’obiettivo è sempre lo stesso: diffondere informazioni sulle attività dei miliziani nel mondo, cercando di bypassare gli sforzi della Coalizione e quelli delle piattaforme social e dei provider per bloccarle.

Come funziona la sottoscrizione alla mailing list

Iscriversi alla mailing list Isis è molto semplice. Basta cliccare sui link presenti nei canali “Nashir News” su Telegram. L’applicazione aprirà una pagina in cui l’utente deve solo inserire una email e accettare la sottoscrizione al servizio di propaganda, dotato peraltro dell’opzione “push”. Entro alcune ore arriverà all’indirizzo selezionato una richiesta di conferma dal Daesh. Una volta aderito, si comincerà a ricevere notizie. Peraltro dallo Stato Islamico hanno pensato a tutto. Nella pagina di sottoscrizione, infatti, si avverte di controllare periodicamente la casella spam. Ciò in quanto il messaggio di conferma e quelli successivi potrebbero finirvi dentro. Il mittente, invece, rimane – per ora – sempre lo stesso: mail@amaq.com. L’indirizzo appartiene ad Amaq, l’organo di diffusione media di Isil, che però cambia periodicamente a seguito dell’offensiva cyber internazionale.

Perché Isis ha deciso di puntare sulle email per diffondere la propaganda

Da tempo Isis è sotto attacco non solo sul terreno, ma anche nel web. Tanto che ogni giorno vengono oscurati e chiusi decine di siti e profili sui social. A oggi ne sono stati bloccati decine di migliaia. Di conseguenza, a Daesh serviva uno strumento che sfruttasse internet, limitando però l’esposizione agli attacchi del cyber nemico. Di conseguenza, ha puntato sulle mail. La posta elettronica sfrutta la connessione, ma permette agli utenti di comunicare direttamente tra loro tramite server su provider dedicati. Perciò, la possibilità di essere stoppati si riduce notevolmente. Inoltre, in questo modo lo Stato Islamico è avvantaggiato nella diffusione della propaganda, in quanto la invia a un’audience interessata. E quindi in partenza più ricettiva dei messaggi veicolati, rispetto a quella generale. Infine, con questa tecnica si “proteggono” i simpatizzanti, più difficili da identificare rispetto ai frequentatori dei social media.

L’articolo integrale di Islam media Analysis sul servizio di mailing list Isis per la diffusione della propaganda

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