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Isis a Mosul attaccato su fronti multipli. Obiettivo: la Grande Moschea

A Mosul in corso operazioni multiple e in contemporanea su vasta scala

In Iraq le forze locali tentano di chiudere ulteriormente Isis a Mosul Ovest. La Nona divisione nella notte ha lanciato un attacco nel quartiere di Hulaylah, liberandolo dal Daesh. Appena conquistato, ha proseguito l’avanzata verso Musharriafah. Parallelamente, le forze anti-terrorismo hanno intensificato gli attacchi nella Città Vecchia, vicino alla Grande Moschea (al-Nuri), eliminando 13 membri dello Stato Islamico. Si sono spostate dall’area di Bab al-Jadid e da Tayaran. Infine, si sta spingendo verso il centro dal quartiere di Al Tanek/Al Nahrawan, ripreso ieri. L’obiettivo è impegnare i jihadisti su fronti multipli contemporaneamente e con manovre su vasta scala. Ciò per non permettere loro di ricevere rinforzi e di riorganizzare le difese.

Nella Grande Moschea, i miliziani Isis vengono eliminati pazientemente uno a uno

Con i diversi fronti aperti a Mosul per Isis sarà difficile difendere il suo presidio strategico alla Grande Moschea. I miliziani Daesh, infatti, non potranno ricevere aiuto esterno, mentre vengono pazientemente eliminati uno a uno dai commandos della polizia federale e da quelli della forza Al-Raad. Questi stanno compiendo azioni-lampo (mordi e fuggi) per disarticolare progressivamente le difese dello Stato Islamico. Dall’altra parte, i jihadisti non sono in grado di reagire, in quanto sono chiusi negli edifici. Peraltro, con un carico di stress sempre maggiore. Perdere la Moschea al-Nuri, in cui Abu Bakr al-Baghdadi nel 2014 dichiarò ufficialmente la nascita del Califfato in Iraq e Siria, significherà che il sogno è morto dove è nato.

Si lavora per conquistare gli ultimi ponti tra Mosul Est e Ovest, in modo da aprire completamente i collegamenti

Peraltro, l’esercito iracheno sta anche bombardando le postazioni Isil presso il Quinto Ponte, nell’area nord. A marzo Isis a Mosul aveva perso il controllo anche di Ponte Vecchio, chiamato Iron bridge. Era stato conquistato dalla seconda e terza divisione dell’esercito iracheno, con l’appoggio delle forze di reazione rapida. Prima di esso erano stati ripresi il secondo (quello di al-Hurriyah) e il quarto ponte. Assumere il loro controllo è strategico per velocizzare la battaglia contro il Daesh. Grazie a essi, infatti, le forze irachene riescono a far arrivare immediatamente i rinforzi e i rifornimenti necessari alle truppe in diverse zone. Inoltre, possono evacuare rapidamente eventuali feriti e i civili locali, finora intrappolate nelle zone e usati come scudi imani dallo Stato Islamico.

 

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