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Iraq-Siria, Isis è stato sconfitto come esercito ma è pericoloso lo stesso

Iraq-Siria, Isis è Stato Sconfitto Come Esercito Ma è Pericoloso Lo Stesso

Isis non è più un esercito, è diventato una galassia di gruppi terroristici come al Qaeda in cerca di vendetta contro l’Occidente

Isis come esercito non esiste più. Da nessuna parte nel mondo. La sconfitta ufficiale in Iraq e quella imminente i Siria hanno cambiato le carte, Daesh si è trasformato da armata a una serie di gruppi di terroristi, come al Qaeda, sparsi in alcune nazioni. Peraltro, nonostante combattano sotto la stessa bandiera, spesso le varie formazioni hanno interessi e obiettivi divergenti. Tanto che recentemente ci sono stati alcuni scontri tra i miliziani per il controllo di un’area. Questa frammentazione, però, non rende meno pericolosi i jihadisti. Anzi. I vertici sopravvissuti hanno un grande desiderio di vendetta, soprattutto nei confronti dell’Occidente. Di conseguenza, con ogni probabilità cercheranno di organizzare attacchi terroristici spettacolari e mediatamente paganti. A loro si aggiungono i lupi solitari (lone wolves), radicalizzati spesso ma non solo online, i cui comportamenti sono imprevedibili.

I lupi solitari vicini al Daesh sono il pericolo maggiore oggi

Sono proprio i lupi solitari vicini a Isis, i soggetti quelli più pericolosi. Non agiscono secondo schemi importati. Ma solo per empatia e la loro furia può essere scatenata da qualsiasi cosa. Anche teoricamente slegata, A volte sono soggetti insospettabili, che fino a quel momento non avevano mai manifestato idee o comportamenti radicali. Non avevano legami apparenti con il Daesh, né parenti o amici che erano andati a combattere con lo Stato Islamico. Però, all’improvviso decidono di scattare e compiere un attacco. Contro di loro la prevenzione è quasi inefficace. L’unica soluzione è bloccarli appena cercano di entrare in azione.

Questo è un momento critico, le intelligence dovranno bloccare i tentativi di vendetta Isis soprattutto contro l’Occidente

E’ proprio in questo momento in cui le intelligence internazionali devono mantenere la guardia più alta nei confronti di Isis e dei suoi simpatizzanti. In particolare verso attacchi random da parte di uomini del Daesh. Non c’è più una strategia o una direzione comune, il che rende più difficile il lavoro della prevenzione. Perciò, bisogna agire rafforzando il controllo del territorio e allertando le antenne in tutti i luoghi dove potrebbe proliferare l’ideologia di vendetta dello Stato Islamico, dalle carceri a internet, passando per le scuole. In questo contesto, il ruolo chiave lo giocherà la humint, e le sensibilità dei suoi operatori. Ciò che sembra ininfluente, infatti, potrebbe trasformarsi in un incubo. Di conseguenza, nulla può essere trascurato.

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