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Iraq-Siria, Isis in trappola: è chiuso nella Middle Euphrates Valley

Iraq-Siria, Isis In Trappola: è Chiuso Nella Middle Euphrates Valley

Isis non può tornare né a Mosul né a Raqqa

Nuovi guai per Isis al confine tra Iraq e Siria. Le forze dei due paesi sono riuscite a isolare la leadership del Daesh nella middle Euphrates Valley, l’area che va da Deir ez-Zor al paese vicino, lungo il fiume. Lo hanno fatto da una parte cacciando molti i jihadisti da Mosul e obbligandoli a dirigersi verso nord ovest; dall’altra isolando e circondando completamente Raqqa. Di conseguenza, i membri dello Stato Islamico sono stati chiusi tra due fuochi e perciò sono stati obbligati a convergere in una zona ben precisa. Questa va in particolare da Abu Kamal ad Al-Qaiim. D’altronde in diversi casi sono stati gli stessi comandanti Isil a decidere di fermarsi qui. Ciò in quanto hanno giudicato troppo rischioso procedere verso la Siria. A loro si sono aggiunti anche i leader del Califfato, fuggiti recentemente da Raqqa, come confermano anche le Syrian Democratic Forces (SDF).

La Middle Euphrates Valley non è stata scelta a caso per la trappola

Non è stato un caso che Isis si trovi nella middle Euphrates valley, ma una scelta voluta e costruita in ambito locale e internazionale. Infatti, sia in Iraq sia in Siria, sono state condotte operazioni che avevano proprio questo obiettivo: spingere Daesh fuori dai centri abitati verso aree desertiche per poter poi lanciare un‘offensiva su vasta scala. Peraltro, senza il rischio di coinvolgere civili innocenti. E lo Stato Islamico, come si dice in gergo, “ha abboccato in pieno” alle esche lanciate nei due paesi. Tra cui quella di lasciare “involontariamente” piccoli corridoi aperti, attraverso i quali i miliziani sono “riusciti” a fuggire. Parallelamente, sono state sbarrate tutte le altre possibili vie e rotte di esfiltrazione. Ciò ha fatto sì che i miliziani seguissero una via obbligata, l’unica.

I miliziani Isis sono chiusi in una zona che offre poche protezioni e sono isolati

Questa strategia ha determinato una serie di risultati importanti. Innanzitutto ha indebolito ulteriormente le difese Isis a Mosul e a Raqqa. I comandanti e i leader del Daesh, infatti, hanno colto subito l’occasione per fuggire in aree in teoria più sicure. Abbandonando i miliziani al loro destino senza alcuno scrupolo. La conferma viene dal procedere spedito dell’offensiva irachena nella prima città e nel prossimo avvio di quella in Siria. L‘inizio delle manovre dovrebbe prendere il via entro i primi giorni di aprile. Inoltre, grazie alla trappola, si è creata un’elevata concentrazione di forze dello Stato Islamico in un unico luogo, che offre meno protezione delle due roccaforti urbane. Ciò ha fatto anche diminuire la presenza sparsa dei miliziani nei due paesi, che stanno dirigendosi in vari gruppi verso la middle Euphrates valley. Sarà lì, infatti, che Daesh combatterà la sua battaglia finale per la sopravvivenza in Medio Oriente.

 

 

 

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