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Iraq, si concretizzano i timori di Isis a Mosul: il nemico si riarma

Iraq, Si Concretizzano I Timori Di Isis A Mosul: Il Nemico Si Riarma

Rallenta l’offensiva per fornire ai combattenti nuove armi, munizioni e mezzi. Il Daesh, invece, è sotto pressione, isolato e male armato.

In Iraq i timori di Isis a Mosul si concretizzano. Nei prossimo giorni le forze militari che combattono lo Stato Islamico nel paese saranno completamente riarmate e riequipaggiate. Soprattutto nell’area di Mosul. Lo ha annunciato il vice comandante della Coalizione aerea anti-Daesh a guida Usa, il generale Matthew Isler, citato da Reuters. L’alto ufficiale ha spiegato che “Il riarmo è necessario per ottenere ulteriori progressi e il successo nelle operazioni per la liberazione di Mosul”. Oltre a nuove armi e scorte di munizioni, provenienti da diversi Paesi (Canada e Stati Uniti in primis), verranno riparati i mezzi e si procederà al ripristino delle scorte. Inoltre, si procederà ad adattare i blindati e i carri armati alle esigenze della nuova fase dell’operazione “Stiamo Arrivando Niniveh”.

Poliziotti spostati da sud di Mosul a Est per rinforzare la sicurezza

Parallelamente, per evitare possibili contrattacchi a sorpresa da Isis, migliaia di poliziotti iracheni sono stati trasferiti da sud di Mosul a Est. L’obiettivo è rafforzare le posizioni e la sicurezza nell’area. Allo stesso tempo, mantenendo un contingente in prontezza operativa, in grado di intervenire immediatamente in caso di minaccia. Le forze speciali militari, invece, procederanno a ripulire le ultime sacche di resistenza del Daesh nei quartieri orientali della città. In particolare, si sta lavorando per eliminare i cecchini che lo Stato Islamico ha lasciato nell’area, per coprire la sua ritirata. Questi rappresentano, infatti, un problema sia per i soldati sia per i civili in fuga, diventati anch’essi un bersaglio dei jihadisti.

Isis ha pochi uomini demoralizzati e non può ricevere rinforzi o rifornimenti

Il provvisorio stop dell’offensiva a Mosul per Isis non è un vantaggio. Anzi. Rappresenta il preludio della fine. Mentre le forze militari hanno la possibilità di riprendere fiato e di riequipaggiarsi al meglio, il Daesh è isolato nell’area ovest della città. Di conseguenza, non può ricevere rinforzi o rifornimenti. Inoltre, la Coalizione internazionale manterrà elevato il pressing sui miliziani dello Stato Islamico. Il risultato sarà che al riprendere delle manovre questi saranno stanchi, male armati e con poche munizioni. Il nemico no. Quest’ultimo, infine, è formato da 100.000 combattenti tra soldati, poliziotti e forze paramilitari. Il Califfato, invece, ne ha a disposizione meno di un ventesimo.

 

 

 

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