skip to Main Content

Iraq, prime avvisaglie di guerra civile tra Peshmerga e Baghdad

Iraq, Prime Avvisaglie Di Guerra Civile Tra Peshmerga E Baghdad

L’esercito iracheno prende il controllo della base K-1 e le PMU attaccano i Peshmerga

In Iraq è cominciata una sorta di guerra civile tra le forze di Baghdad, sostenute dalla milizia paramilitare sciita (PMU) e i Peshmerga curdi. Il teatro di battaglia è la zona di Kirkuk. Nella notte ci sono stati scambi di proietti tra i due contingenti, proseguiti con manovre da ambo le parti per guadagnare terreno e fortificarsi. Le ISF hanno conquistato la base militare K-1, mentre da Erbil sono stati inviati ingenti rinforzi nell’area per contrastare l’avanzata nemica. Finora, comunque, non si hanno notizie di morti negli schieramenti. Anzi, i militari curdi per evitare spargimenti di sangue si sono ritirati volontariamente da alcune postazioni, lasciando campo libero all’avversario. Ciò nonostante parte della popolazione locale sia scesa in strada per combattere al fianco dei Peshmerga. Sembra, ma non ci sono conferme, che a far scattare la scintilla siano stati i miliziani di Hashd al-Shaabi, che hanno cominciato a sparare per prima.

A Erbil incontro di emergenza per evitare il peggio tra la Coalizione Internazionale e i militari curdi

Intanto, a Erbil è in corso una riunione di emergenza per evitare il peggioramento della crisi. Vi partecipano i Peshmerga e la Coalizione Internazionale. A proposito, Inherent Resolve, fa sapere che in Iraq “si sta monitorando attentamente la situazione vicino Kirkuk” e che si chiede a tutte le parti di evitare l’escalation degli scontri. La forza multinazionale ricorda a tutti che l’obiettivo principale è sconfiggere l’Isis. Le prossime ore saranno decisive per capire se il paese vedrà una nuova guerra civile o meno. Il premier iracheno, Haider al-Abadi, nei giorni scorsi aveva spiegato di non volere una guerra intestina e che il rafforzamento a Kirkuk era una normale operazione per prevenire possibili ritorni del Daesh. Le PMU, invece, mantengono un atteggiamento aggressivo nei confronti dei militari curdi. Soprattutto dopo il referendum sull’indipendenza del 1 ottobre.

 

Back To Top