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Iraq, pessima giornata per Isis: sale pressing a Mosul, Tal Afar e Hawija

Iraq, Pessima Giornata Per Isis: Sale Pressing A Mosul, Tal Afar E Hawija

L’operazione anti-Isis aggiunge un altro asse: quello di Kirkuk

Quella di oggi è una pessima giornata per Isis in Iraq. A Mosul le forze di sicurezza si stanno apprestando a lanciare un assalto al principale complesso di edifici governativi. Inoltre, la 15esima divisione dell’esercito sta per invadere Tal Afar, altra roccaforte Daesh a nord ovest della città. Parallelamente, le milizie paramilitari sciite  al-Hashd al-Shaabi (PMU) continuano a bonificare dalla presenza di miliziani dello Stato Islamico tutti i villaggi della zona. Infine, sta per prendere il via l’offensiva per cacciare Isil anche da Hawija. Alle manovre parteciperanno anche circa 1.200 combattenti tribali sunniti, addestrati negli ultimi mesi dal governo di Baghdad. Provengono tutti da Kirkuk e hanno un’ottima conoscenza del terreno. Combatteranno insieme all’esercito iracheno e ai peshmerga. La forza congiunta si occuperà di riconquistare la città, in mano ai jihadisti Isis da oltre due anni. Successivamente, al suo interno rimarranno i militari curdi che garantiranno la sicurezza.

Isis in un giorno ha perso 200 miliziani e in meno di 2 settimane 929

Finora, intanto, le forze irachene hanno già conquistato diverse zone strategiche a Mosul Ovest e nelle zone limitrofe. Tra queste l’aeroporto internazionale, la più grande base militare nel nord del Paese e diversi quartieri del quadrante. Senza contare che è stato assunto il controllo anche della sponda occidentale del quarto ponte e sono cominciati i preparativi per ripristinarlo. Gli effetti della nuova offensiva si vedono sul campo. Tanto che solo ieri sono morti 200 miliziani Isis negli scontri. Distrutti anche 84 veicoli trappolati e abbattuti 3 droni Daesh. Dal 19 febbraio, quando è stata lanciata la nuova fase delle manovre per riprendere la parte mancante della città, sono stati uccisi in tutto 929 jihadisti dello Stato Islamico.

A Mosul i miliziani Isis locali fuggono, rimangono solo i foreign fighters che non saprebbero dove andare

Peraltro. gli stessi militari iracheni hanno scoperto una novità. Più si avvicinano alle zone calde di Mosul, maggiore è la presenza di miliziani Isis stranieri. Soprattutto non arabi. La motivazione spiegata è abbastanza chiara. Questi, a differenza dei jihadisti Daesh locali, non possono scappare non sapendo dove andare. Di conseguenza, sono costretti a combattere fino alla fine. Ciò, comunque, rappresenta un vantaggio per le truppe regolari. Se da una parte è vero che i foreign fighters resisteranno fino all’ultimo, dall’altra lo è altrettanto che hanno meno esperienza di quelli locali. I fatti lo confermano: la nuova fase dell’offensiva, infatti, è partita con l’acceleratore e in breve tempo ha raggiunto risultati oltre alle aspettative.

 

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