Iraq, nuovo guaio per Isis a Mosul: ucciso il ministro della Salute

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Saad Abu Shoeib ucciso in un raid mirato vicino all’ospedale al-Jumohouri

Isis a Mosul perde anche il suo “ministro della Salute”. Saad Abu Shoeib, insieme ad alcuni suoi luogotenenti, è morto nella Città Vecchia a seguito di un raid mirato delle forze irachene. Il veicolo su cui viaggiava è stato bombardato e distrutto nei pressi dell’ospedale al-Jumohouri. Lo ha confermato il Comando della polizia federale. Il leader Daesh si va ad aggiungere alla lista sempre più lunga di comandanti eliminati con operazioni chirurgiche. Non solo nella città, ma in tutto il paese. Il capo jihadista era noto, peraltro, per aver ordinato l’espianto di organi a pazienti inconsapevoli, miliziani compresi. L’obiettivo era venderli al mercato nero per recuperare risorse finanziarie. Inoltre, coordinava il trasferimento e le cure dei feriti nei vari ospedali della zona.

I militari iracheni avanzano ancora verso la Grande Moschea. Sono a meno di 100 metri

Nel frattempo, le forze irachene continuano ad avanzare a Mosul Ovest, riconquistando ogni giorni nuove zone. Le ultime in ordine di tempo sono state la moschea di al-Qathib e il quartiere di Ras al-Jadda, dopo una dura battaglia contro Daesh. Lo Stato Islamico per vendetta ha lanciato alcuni razzi su Okaidat, Bab al-Jadid e Bab Laksh, nel quadrante meridionale. Il bilancio è stato di 7 civili uccisi e di altri 11 feriti. L’obiettivo primario per le truppe, oltre a proteggere la popolazione, è conquistare la Grande Moschea, quella di al-Nuri. Luogo simbolo per i jihadisti, in quanto nel 2014 Abu Bakr al-Baghdadi vi proclamò la nascita ufficiale del Califfato. A quanto si apprende, i militari sono a meno di 100 metri dall’edificio, ma procedono con la massima cautela per spezzare la resistenza del nemico.

Isis a Mosul continua ad arretrare e non ha più capacità di lanciare contrattacchi

In tutto da febbraio fino a oggi, le forze irachene hanno conquistato oltre 330 chilometri quadrati di territorio a Mosul Ovest, togliendoli a Isis. Nell’offensiva sono stati uccisi migliaia di jihadisti Daesh e neutralizzati 286 veicoli trappolati. Inoltre, la polizia ha evacuato dall’area più di 25.000 sfollati, scortandoli in luoghi sicuri dove erano stati allestiti campi per dare loro rifugio e assistenza. A oggi, lo Stato Islamico ha perso oltre il 50% del quadrante e continua ad arretrare, non riuscendo più a lanciare contrattacchi. Inoltre, si continua a ridurre il numero dei miliziani in città. Da una parte per le fughe di massa; dall’altra per il procedere dell’operazione, che sta aumentando il numero dei morti e feriti tra gli estremisti. E la morte di Saad Abu Shoeib aggraverà ulteriormente la situazione.