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Iraq, l’offensiva anti-Isis a Tal Afar è più vicina

Iraq, L’offensiva Anti-Isis A Tal Afar è Più Vicina

I raid aerei su Tal Afar fanno presagire che l’operazione anti-Isis comincerà a stretto giro

Emergono nuovi dettagli sull’imminente operazione per liberare Tal Afar da Isis. Nelle scorse ore sono stati messi a punto gli ultimi dettagli per le manovre, a seguito di accordi politici. Sembra che all’offensiva non parteciperanno le milizie paramilitari sciite Hashd al-Shaabi (PMU) e la polizia federale della zona. Almeno al momento. Coinvolte, invece, diverse unità delle forze di sicurezza irachene. Dall’esercito all’anti-terrorismo. Non manca molto al loro inizio, comunque. La conferma viene dal fatto che i caccia di Baghdad e quelli della Coalizione internazionale hanno intensificato i bombardamenti sulle postazioni Daesh in città e nell’area. Gli ultimi hanno distrutto una fabbrica di auto-bomba (VBIED) , uccidendo almeno 50 miliziani, e una di componenti chimici dello Stato Islamico. Inoltre, sono state eliminate diverse unità tattiche e tunnel dei jihadisti, usati per spostarsi senza essere visti dal nemico.

Isis punisce i jihadisti in fuga e i metodi sono identici a quelli dei baathisti negli anni’90

I vertici Isis hanno provato a inviare rinforzi a Tal Afar in vista dell’offensiva, ma questi sono stati annientati. A sud di Tal Abta, a ovest di Mosul, è stato completamente distrutto un convoglio di 12 veicoli del Daesh. Al loro interno c’erano numerosi foreign fighters, che provenivano dal deserto. Ma se alcuni miliziani cercano di raggiungere la roccaforte, altri continuano a tentare la fuga. Come riporta la stampa locale, lo Stato Islamico ha tagliato le orecchie a 23 dei suoi elementi a Tal Afar, accusati di codardia. Questi avrebbero lasciato i campi di battaglia nel governatorato di Nineveh senza autorizzazione. La punizione, peraltro, non è nuova in Iraq. Veniva applicata già nella metà degli anni’90 dai vertici baathisti dell’esercito di Saddam Hussein. L’obiettivo era contrastare le crescenti diserzioni. Ciò fa pensare, perciò, che tra i ranghi dei jihadisti ci possano essere elementi della “vecchia guardia” che si sono riciclati.

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