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Iraq, la leadership Isis a Qaim e non solo azzerata in un solo colpo

La lista parziale dei comandanti Isis uccisi a Qaim

È di oltre 20 leader Isis di alto livello uccisi, il bilanci del raid aereo iracheno avvenuto a Qaim. Nella città, al confine con la Siria, era in corso un incontro tra i vertici Daesh nella zona a ovest di Anbar sulla situazione a Mosul e nel paese. Tra i morti ci sono il vice governatore dello Stato Islamico di Baghdad, alcuni comandanti esperti nella produzione di auto-bomba (SVBIED), il capo degli attentatori suicidi (shahid) locali e quello della capitale irachena. Si tratta di un colpo senza precedenti nel paese, in quanto con un’unica operazione è stata azzerata la catena di comando dei miliziani. Non solo a livello locale, ma anche nazionale.

Nel deserto di Anbar offensiva su 3 assi contro le basi di addestramento e i depositi Isis

Parallelamente ai raid, le forze locali hanno condotto anche una massiccia offensiva di terra contro Isis ad Anbar. L’obiettivo erano i campi di addestramento del Daesh e i depositi di armi e munizioni nel deserto. Vi si erano rifugiati i jihadisti fuggiti da Mosul e dalla provincia di Niniveh. Alle manovre hanno partecipato la Settima divisione e l’Aviazione dell’esercito iracheno, nonché le milizia paramilitari tribali al-Hashd al-Ashaeri. Il bilancio è stato di 34 miliziani, di cui molti attentatori suicidi, uccisi e di oltre 80 ordigni artigianali (IED) disinnescati. Distrutti anche stock di materiale bellico e diverse barche, usate dai jihadisti per attraversare l’Eufrate. L’operazione è stata lanciata su tre assi: il primo a nord del lago Qadisiya verso Rawa; il secondo a sud dell’Eufrate, in direzione di Rihana e Annah. Il terzo, infine, verso Makhazin Haditha e la Valle di Houran.

A Mosul si prepara l’invasione della Città Vecchia. Arrivano i ponti mobili sul Tigri

A Mosul, invece, è in pena fase di preparazione l’invasione anti-Isis della Città Vecchia. Le forze irachene hanno collocato sul Tigri il primo di una serie di ponti mobili. Obiettivo, per far arrivare velocemente alle truppe rinforzi e rifornimenti da est. Nonché per evacuare i civili dalle zone di combattimento. I miliziani Daesh continuano a chiudersi sempre più nella zona e non esitano a uccidere i loro compagni che tentano la fuga. Ad al-Mekkawi e al-Shifaa, i jihadisti dello Stato Islamico hanno giustiziato 7 guerriglieri, che avevano lasciato il campo di battaglia senza autorizzazione.

 

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