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Iraq, la Corte Suprema boccia lo scioglimento del Parlamento chiesto dai sadristi

La Corte Suprema irachena boccia lo scioglimento del Parlamento chiesto dai sadristi. Per il massimo tribunale è incostituzionale. Si temono nuovi scontri per l’ennesima umiliazione incassata dai supporter di Moqtada al-Sadr

La situazione in Iraq continua a essere bollente e si potrebbe riscaldare ancora nelle prossime ore, determinando nuove ondate di scontri. La causa è il rifiuto da parte della Corte Suprema Federale del paese mediorientale di sciogliere il Parlamento, chiesta dal Movimento Sadrista, legato a Moqtada al-Sadr. Secondo il massimo tribunale, un’eventualità di questo tipo è anti costituzionale. I sadristi, invece, ritenevano che non essendo l’organismo riuscito a nominare un presidente e a formare un governo nei tempi stabiliti dalla Costituzione, esso dovesse essere sciolto d’imperio. Inoltre, tra le due anime degli sciiti, i sadristi e l’ala pro-Iran, continuano le tensioni sui criteri per scegliere il nuovo esecutivo. I primi sostengono che debba essere composto in base alla maggioranza nazionale. I secondi, sul consenso. Si teme una nuova ondata di proteste e violenza, scatenati dai supporter di al-Sadr, che hanno incassato l’ennesimo rifiuto e umiliazione nonostante l’imam sia stato il grande vincitore delle elezioni politiche del 2021.

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