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Iraq, la Corte Suprema aiuta al-Sadr a trovare un presidente condiviso

La Corte Suprema irachena aiuta al-Sadr a trovare un presidente condiviso. Posposta la decisione sulla riapertura del processo di registrazione dei candidati. Suniti, sciiti moderati e curdi hanno più tempo per trovare un’intesa e fermare l’ala pro-Iran

La Corte Federale Suprema irachena viene incontro a Moqtada al-Sadr e pospone al 1 marzo 2022 la decisione sulla riapertura del processo di registrazione dei candidati alle elezioni presidenziali. Ciò concederà all’imam, grande vincitore delle parlamentari, più tempo per mettere d’accordo i sunniti, l’ala moderata degli sciiti e i curdi su un candidato condiviso e una lista di nomi per i possibili componenti del governo. A quanto si apprende da fonti locali, comunque, dovrebbe rimanere invariato il tradizionale equilibrio politico nel paese mediorientale: il capo di stato sarà curdo, il primo ministro sarà sciita e lo speaker del Parlamento, sunnita. Al momento su 59 candidati totali che si sono proposti per l’incarico, sono ufficialmente in corsa per la presidenza in 33. Sembra, però, che nessuno di loro trovi il favore di tutte e tre le etnie irachene, passaggio cruciale per fermare le ingerenze dei gruppi fondamentalisti pro-Iran.

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