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Iraq, Isis perde a Mosul uno dei capi simbolo: Ammar Abdulsalam Hazm

Il muezzin è stato assassinato nel quartiere di 17 Tamuz (17 luglio)

Isis a Mosul perde un altro comandante simbolo: il muezzin Ammar Abdulsalam Hazm, considerato molto vicino ad Abu Bakr al-Baghdadi. È stato ucciso da un commando di ignoti che si fa chiamare il Fronte della Resistenza anti-Daesh nel quartiere di 17 Tamuz (17 luglio). Era famoso per aver diretto le preghiere del venerdì alla Grande Moschea (al-Nuri) a giugno del 2014, dopo che il Califfo vi proclamò la nascita del Califfato in Iraq e Siria. Mistero, invece, sull’identità dei suoi giustizieri. Sembra, però si tratti di un gruppo che da tempo attacca obiettivi dello Stato Islamico in diverse zone della città, allo scopo di creare danni dall’interno.

Non è il primo caso che vede coinvolta la Resistenza anti-Isis

L’ultimo raid a Mosul aveva visto un gruppo di sconosciuti colpire un mezzo Isis nell’area Ovest della città e uccidere tutti gli occupanti. Il commando, aveva lanciato circa un mese fa un blitz nella zona di al-Najjar. Dopo aver eliminato tutti i jihadisti Daesh aveva dato alle fiamme il mezzo ed era fuggito. Nei giorni precedenti, altri estremisti e comandanti dello Stato Islamico erano stati uccisi da ignoti, tanto da far pensare all’esistenza di un serial killer di elementi Isil. Nella realtà., invece, sembra si trattino di azioni organizzate a cui partecipano diverse persone.

La polizia federale irachena: Facciamo affidamento su droni e distaccamenti rivoluzionari

Una parziale conferma in questo senso arriva anche dalle forze irachene, impegnate a sconfiggere Isis a Mosul. Il comandante della polizia federale, il generale Shaker Jawdat, ha fatto circolare tempo fa una nota molto esplicativa. Nel testo l’alto ufficiale afferma che le sue forze, che combattono Daesh nelle aree densamente popolate e nella Città Vecchia, fanno affidamento sui droni e su “distaccamenti rivoluzionari interni”. Questi “’cacciano’ i jihadisti dello Stato Islamico e distruggono le loro difese, senza mettere in pericolo i civili o le proprietà pubbliche e private”. La certezza con cui il generale ha parlato, significa che è a conoscenza del fenomeno e che c’è un certo grado di coordinamento con i ribelli.

Chi sono i commandos civili all’interno di Mosul

Si tratta di piccole unità organizzate e ben armate, che solitamente fanno capo a un militare o a un poliziotto. Compiono azioni lampo contro Isis a Mosul e poi fuggono immediatamente. Il loro vantaggio è che, vivendo all’interno della città, la conoscono molto bene. Di conseguenza, possono operare anche in casi particolari. Come per esempio cattive condizioni meteo che bloccano l’avanzata delle truppe. Inoltre, vedendo direttamente i movimenti dello Stato Islamico, li possono studiare per colpire quando è più opportuno. Non ci sono conferme in questo senso, ma è presumibile che comunichino con l’esterno. Ciò per coordinare al meglio i blitz anti-Daesh ed evitare di essere coinvolti nelle offensive dei militari iracheni.

 

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