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Iraq, Isis è al capolinea a Mosul. Abadi arrivato per dare l’annuncio

Isis a Mosul è presente solo ad Al-Qliyat e al-Shawan

Isis a Mosul controlla, peraltro, parzialmente, solo 2 zone della Città Vecchia: Al-Qliyat e Al-Shawan. Le forze anti-terrorismo irachene sono già entrate nel primo quartiere e stanno dando battaglia agli ultimi miliziani Daesh. I militari dell’esercito, invece, sono nel secondo. Le manovre sono tese a neutralizzare tutti i jihadisti dello Stato Islamico fino a raggiungere il Tigri. Le manovre, comunque, procedono con prudenza, in quanto c’è un’elevata concentrazione di estremisti. Questi, infatti, si sono ritirati nei due distretti una volta che le i loro presidi erano stati ormai conquistati. Inoltre, i loro comandanti si suicidano in diretta, facendosi esplodere, una volta circondati.

A Mosul arriva il presidente Abadi per dare l’annuncio della liberazione

Intanto è arrivato a Mosul il presidente iracheno, Haider al Abadi. Sarà lui a ufficializzare la liberazione definitiva della città da Isis con un annuncio. Lo farà, però, solo quando saranno finite le violente battaglie nel due quartieri. Secondo le stime, comunque, non dovrebbe mancare molto. Fonti locali parlano di alcune ore e al massimo dio domani mattina. Agli scontri stanno partecipando anche le forze speciali di Baghdad, che si trovano tra i 100 e i 150 metri dal Tigri. Queste compiono attacchi chirurgici contro postazioni Daesh. I cecchini dello Stato Islamico, invece, sono eliminati dagli assetti aerei.

Isis a Mosul è stato sconfitto. Da al-Baghdadi o dai vertici Daesh nessun commento

Di fatto, Isis a Mosul ha perso. E’ stato sconfitto. Una prima c conferma è arrivata quando i miliziani Daesh hanno fatto esplodere la Grande Moschea al Nuri, piuttosto che cederla alle forze irachene. Poi, le fughe di massa e l’impossibilità dei jihadisti di reggere il pressing nemico, sono stata la prova del nove. Ciò che rimane in città sono soprattutto foreign fighers dello Stato Islamico. Questi non possono fuggire perché non saprebbero dove andare. Di conseguenza, sono obbligati a combattere fino alla fine. Il tutto nel silenzio più assoluto dei loro leader, compreso Abu Bakr al-Baghdadi, ammesso che sia ancora vivo.

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