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Iraq, Isis diffonde fake-news per rallentare l’offensiva a Mosul Ovest

Iraq, Isis Diffonde Fake-news Per Rallentare L’offensiva A Mosul Ovest

I militari iracheni denunciano: Isis fabbrica fake-news su vittime civili a Mosul

In Iraq Isis fabbrica le notizie riguardanti la presenza di vittime civili nella battaglia con le forze locali a Mosul. E’ l’accusa lanciata dai militari di Baghdad, che negano di aver causato “casualties” nel corso delle operazioni per liberare la città dai miliziani. “I terroristi del Daesh stanno perpetrando il tipo più odioso di crimine verso la nostra popolazione – denuncia la cellula stampa del ministero della Difesa -. Filmano e fotografano vittime civili innocenti, che loro stessi uccidono. Poi, le presentano come conseguenze degli attacchi delle forze irachene. L’obiettivo è ingannare il pubblico”. I soldati, conclude la denuncia, “sono impegnati a rispettare regolamenti e norme che garantiscono la protezione dei civili”. Il documento è stato reso noto, dopo che sui media era uscita una notizia, circa la presunta uccisione di centinaia di civili in un raid aereo delle forze irachene a Mosul ovest.

Ci sono diverse incongruenze sulla notizia, a cui si aggiungono le denunce della popolazione e il comportamento esemplare dei soldati

Non è la prima volta che Isis adotta tecniche di questo tipo per confondere l’opinione pubblica e creare problemi al nemico. A differenza del passato, però, sono stati commessi diversi errori nel diffondere quella che sembra una vera e propria fake-news. Innanzitutto un organo di stampa ha scritto che i morti – soprattutto donne, vecchi e bambini – erano 43. Un altro, invece, ha quantificato le vittime in oltre 200. La differenza è troppo grande perché l’ipotesi sia credibile. Non solo. Gli stessi civili che sono riusciti a fuggire dalla zona ovest di Mosul hanno riportato che Daesh uccide indiscriminatamente la popolazione locale e poi filma le vittime. Infine, le truppe irachene sono molto attente a evitare di causare vittime innocenti nel corso delle operazioni. Tanto che in più occasioni hanno rimandato assalti e offensive, in quanto era troppo alto il rischio di danni collaterali.

Questa strategia è sempre stata usata dalla guerriglia anti-governativa, non solo in Iraq

Di conseguenza, a meno che non emergano prove concrete, questo “massacro” a Mosul Ovest è un’ennesima bufala di Isis. Ormai, Daesh è disposta a tutto pur di prendere tempo per sperare di resistere ancora per qualche tempo nella città. Compreso, come ha dimostrato recentemente, ad attaccare e uccidere i civili per addossare la colpa al nemico. D’altronde, questa tecnica è stata usata anche in passato dalla guerriglia anti-governativa in Iraq. In quel caso, però, si puntava a minare soprattutto la credibilità dei militari Usa, incolpandoli di uccidere i civili indiscriminatamente. L’obiettivo era far perdere loro il sostegno della popolazione. Questa tecnica, peraltro, viene usata ancora oggi dai talebani in Afghanistan, sui loro canali online, per screditare le forze multinazionali. Peccato poi, che ogni volta le denunce si rivelino fake-news.

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