Iraq, Isis deve combattere contro un esercito di oltre 150.000 Peshmerga

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La 70esima brigata PUK e l’80esima KDP hanno 58.000 combattenti ognuna

In Iraq Isis ha ottenuto un risultato storico, nonostante puntasse al contrario: è riuscito a riunire insieme i curdi per proteggere il loro territorio. In oltre 150.000 si sono arruolati nei Peshmerga, soprattutto dopo che il Daesh ha lanciato la sua offensiva nel paese. Lo rivela una fonte a Rudaw, spiegando che il numero dei combattenti è molto più alto rispetto a quello riconosciuto e finanziato dal ministero dei Peshmerga. Del totale, le due fazioni dominanti sono il Partito Democratico Curdo (KDP) e l’Unione Patriottica del Kurdistan (PUK), che da sole hanno a disposizione oltre 100.000 forze combattenti. Secondo il dicastero i Peshmerga totali sono circa 42.000. Invece, la 70esima brigata del PUK e la 80esima del KDP ne hanno altri 58.000 ognuna, che combattono contro lo Stato Islamico.

Come e perché sono rinati i Peshmerga

La rinascita dei Peshmerga è avvenuta su ordine del presidente del Kurdistan iracheno, Massoud Barzani, nel 2014 dopo che Isis aveva conquistato grandi porzioni di terreno. I rapporti dai campi di battaglia sottolineavano anche che le truppe non avevano una struttura di comando unificata. Ciò anche a seguito del fatto che il ministero dei Peshmerga non aveva autorità su tutte le forze combattenti. A quel punto, in sei mesi sono state adottate una serie di riforme. Inoltre, è stata ricostituita la forza sotto un singolo comando. L’unico problema rimasto è stato far rientrare i combattenti del PUK e del KDP nella struttura. Soprattutto a seguito del fatto che nel 205 le due fazioni hanno siglato un’alleanza che ha portato a un governo unificato a Erbil. I due gruppi, però, hanno condiviso 14 delle 18 brigate, tenendo le altre per auto-protezione. E si sta trattando per far riunire anche le restanti.

Gli Zeravani

Ai Peshmerga, nella lotta contro Isis vanno aggiunte anche le forze paramilitari dei Peshmerga. Si chiamano Zeravani e sono gestite dal ministero dell’Interno del Kurdistan iracheno. La forza è composta da circa 51.000 combattenti, che si occupano più che altro della protezione nelle città. All’occorrenza, però, possono essere usati anche come contingente militare. Ad addestrarli per sconfiggere Daesh, insieme alla polizia federale irachena, peraltro, sono i Carabinieri italiani. Ciò nell’ambito delle iniziative di training della Combined Joint Task Force – operazione Inherent Resolve.