Iraq, Isis ad Hawija subisce la vendetta della popolazione

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Si moltiplicano ad Hawija e Kirkuk le azioni di guerriglia della popolazione locale contro Isis

Come preventivato, in Iraq la popolazione locale ad Hawija si è cominciata a ribellare a Isis e ad attaccare i miliziani. La causa scatenante è l’imminente inizio delle manovre per cacciare Daesh dalla provincia di Kirkuk e in particolare dalla città. Le azioni di guerriglia e disturbo sono cominciate nella notte tra il 30 agosto e il 1 settembre con qualcuno che ha dato alle fiamme un deposito di armi dello Stato Islamico in città. I jihadisti sono accorsi sul luogo e hanno cercato di trasferire tutto ciò che potevano su furgoni e vari mezzi. La maggior parte del contenuto della struttura, soprattutto armi e munizioni, però, è stata distrutta dall’incendio. Ora si alza il tiro. In giornata alcuni abitanti locali hanno assaltato una casa di elementi Isil nel distretto di al-Askari, uccidendo gli occupanti e tra loro c’erano diversi leader.

Ucciso il vice comandante degli Affari militari Daesh. Arriva il coprifuoco, ma il suo unico effetto è avvantaggiare l’imminente offensiva nemica

Una fonte locale ha confermato l’evento a Baghdad Today, spiegando che sono 4 i comandanti Isis uccisi nel raid ad Hawija. Il più alto in grado era il vice comandante degli Affari militari del Daesh nella roccaforte. Peraltro, sembra che queste azioni non siano circoscritte solo alla città. Secondo diversi testimoni, attacchi simili si stanno moltiplicando in tutta la parte della provincia irachena, ancora sotto il controllo dei jihadisti. A proposito, come riporta AlSumaria News, lo Stato Islamico è corso ai ripari. Imponendo un coprifuoco in città per evitare episodi analoghi. L’azione, però, rappresenta un’arma a doppio taglio. Ciò, in quanto i miliziani non avranno più a disposizione gli scudi umani necessari a evitare i raid aerei nemici. Inoltre, gli hanno fatto un favore. Pochi giorni fa, l’aeronautica di Baghdad aveva sganciato milioni di leaflets su Hawija, in cui si chiedeva ai civili proprio di stare lontani dalle postazioni Isil.