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Iraq, Isis a Mosul giustizia i suoi miliziani feriti o malati

Iraq, Isis A Mosul Giustizia I Suoi Miliziani Feriti O Malati

Isis uccide i suoi feriti e malati, curarli richiederebbe tempo e risorse che non ci sono

Isis a Mosul comincia a uccidere i suoi stessi membri per risparmiare risorse. Si tratta di jihadisti feriti o malati, le cui cure richiedono tempo e medicine che Daesh non ha più. E le poche rimaste vengono risparmiate per fornire soccorso a chi sarà nuovamente in grado di combattere in breve tempo. Questo è solo l’ultimo atto delle pratiche barbare che lo Stato Islamico ha posto in essere in Iraq e Siria. Anche nei confronti dei suoi miliziani, per recuperare fondi o disponibilità. I vertici Isil, infatti, non si sono fatti scrupolo di rubare gli organi ai jihadisti feriti e ricoverati negli ospedali, per rivenderli al mercato nero. Inoltre, hanno stilato delle liste dei malati, in base alla gravità delle patologie, per assassinare quelli più gravi. Questi sono considerati inutili e quindi solo un costo da eliminare.

Daesh da tempo ricorre a tutto pur di sopravvivere: compreso rubare gli organi ai suoi miliziani

Circa 2 mesi fa, i medici Isis a Mosul hanno espiantato organi a 45 persone in una struttura nell’area occidentale della città. Tra le vittime, come già avvenuto in passato, peraltro c’erano anche jihadisti. I pazienti si erano ricoverati per subire operazioni chirurgiche. Ma al loro risveglio si sono accorti che erano stati esportati loro un rene. Gli organi sono poi stati consegnati a bande specializzate nel traffico a livello internazionale, che hanno immesso la “merce” sul mercato. Oggi, nella città non ci sono più ospedali. Distrutti o conquistati dalle forze irachene. Perciò, Daesh ha cominciato a usare abitazioni private come ambulatori e centri di primo soccorso. A seguito del degenerale situazione, però, si registrano sempre più casi di cancrena tra i feriti dello Stato Islamico. E la soluzione più veloce si è rivelata quella di ucciderli sul posto.

Intanto a Mosul, i militari iracheni aiutano i civili a fuggire dalle zone di conflitto

Intanto, a Mosul Isis è sempre più chiuso e ha perso il controllo del 30% della Città Vecchia. I miliziani non hanno più capacità di avanzare e cercano di rallentare l’offensiva irachena con auto-bomba (VBIED), cecchini e ordigni improvvisati (IED). A farne le spese è soprattutto la popolazione locale, bersagliata dai jihadisti. A proposito, l’operazione Stiamo Arrivando Niniveh sta lavorando velocemente per evacuare i civili possibili dalle zone di conflitto e fornire loro sostegno. Nelle scorse ore è stato, infatti, aperto un ponte artificiale sul Tigri a sud della città. Inoltre, sono stati consegnati nuovi aiuti al campo di Hammam al-Alil, a sud ovest di Mosul. La struttura è il principale punto di arrivo delle persone che fuggono dagli scontri.

 

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