Iraq, Isis a Mosul perde il mufti e il controllo del Tigri

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Il mufti ucciso in un raid della Coalizione a Mosul Ovest

Isis a Mosul perde anche il capo dei suoi tribunali religiosi, il mufti. Si chiamava Abdullah Bardani, alias Abu Ayoub Attar, ed è stato ucciso nella zona ovest della città in un raid aereo della Coalizione anti-Daesh. Lo ha confermato il comandante dell’operazione Stiamo Arrivando Niniveh, Najim al-Jabouri. Distrutto anche un quartier generale dei jihadisti nello stesso quadrante. Le manovre hanno causato la morte di decine di miliziani dello Stato Islamico e il ferimento di molti altri. Infine, le forze irachene hanno ripreso ii quartieri strategici di Shweitah, Tal al-Asfour, al-Sabouniya e al-Tanak. Quest’ultimo, in particolare, è considerato di primaria importanza in quanto finora era stato un paradiso sicuro per gli estremisti. Tanto che al suo interno c’era un numero elevato di estremisti. Le forze irachene, infatti, sono riuscite a riprenderlo dopo 13 ore di combattimenti ininterrotti tra i suoi vicoli.

Isis perde il controllo del Tigri

Grazie alla conquista delle nuove zone da Isis, i militari iracheni hanno raggiunto un traguardo importante: hanno conquistato la sponda sud del Tigri a Mosul. Ciò determina due vantaggi: da una parte controllare il fiume, evitando tentativi di attacco a Est o di fuga con barchini da parte di miliziani Daesh. Dall’altra, potranno aprire un nuovo fronte per le evacuazioni dei civili e per l’arrivo di rinforzi e rifornimenti alle truppe, impegnate nelle aree calde della città. Intanto la Nona divisione continua a chiudere sempre più lo Stato Islamico. I soldati nelle scorse ore sono arrivati al confine amministrativo occidentale di Mosul con il fronte nord ovest, obbligando i jihadisti ad arretrare ancora.

Cosa significa per Isis la morte del mufti

Il colpo più duro per Isis, comunque, è la perdita del mufti. Questo è l’unico autorizzato a emettere una fatwa, un responso giuridico basato sulla Sharia. La sua morte alimenta ulteriormente il caos per il Daesh, in quanto non ci sarà più nessuna autorità religiosa che dirimerà le liti ed emetterà sentenze, in base alla Legge Coranica. E lo Stato Islamico basa, formalmente, tutto il suo operato sulla Sharia. Di conseguenza, con ogni probabilità, nel prossimo futuro aumenteranno gli scontri interni tra i jihadisti a Mosul. Questi saranno dovuti a interpretazioni e visioni diverse degli stessi dettami. O a rifiuti di eseguire ordini, in quanto è dubbio il loro fondamento religioso. Ciò aggiungerà confusione e stress in Isil, minando ulteriormente le capacità di attacco e difesa degli estremisti.