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Iraq, Isis a Mosul perde il capo dei Cuccioli del Califfato e 6 leader

Iraq, Isis A Mosul Perde Il Capo Dei Cuccioli Del Califfato E 6 Leader

I 6 comandanti Isis colpiti da raid aerei mirati ad al-Tanak

Ucciso in Iraq il comandante ISIS responsabile della formazione dei “Cuccioli del Califfato” (Cubs of the Caliphate). Si chiamava Azab Mamoud Taha, alias Abu Mohamed, e ha perso la vita in un raid aereo a Mosul Ovest, nel quartiere di al-Tanak. Insieme a lui sono stati uccisi anche altri 2 leader del Daesh: Yunus al-Jubouri (Abu Hajar al-Arabi), a capo degli attentatori suicidi (shahid), e Sabah al-Mawla (Abu Aws al-Iraqi), che sovrintendeva le operazioni di collocamento delle trappole esplosive per lo Stato Islamico nella provincia di Niniveh. Prima di loro, nella stessa zona, sono stati uccisi altri 4 leader Isil. Tra loro il saudita Mujahed (Abu Mostafa) al-Anzi, responsabile dell’ufficio della Zakat, e Hazem (Abu Qays al-Jubouri), alto funzionario della polizia dei miliziani.

La barbarie Isis ha perso

La morte dei 7 comandanti Isis ha un alto valore per le operazioni a Mosul. Sia simbolico sia strategico. Innanzitutto è stato ucciso l’uomo che trasformava i bambini in soldati e macellai. Questi erano usati soprattutto a scopi propagandistici dal Daesh. In particolare, sui canali internet vicini alla formazione sono stati diffusi numerosi filmati e immagini che ritraggono i “Cuccioli del Califfato” mentre si addestrano o compiono esecuzioni efferate. La sua fine, perciò di fatto segna anche quella di questa pratica orrenda, condannata a più riprese dalla comunità internazionale. Non solo. Lo Stato Islamico non avrà più a disposizione bambini da inviare contro le truppe nemiche per farsi esplodere. Sono emblematiche a proposito le immagini di qualche giorno fa, che vedono un militare iracheno disinnescare una cintura esplosiva, indossata da un piccolo di una decina d’anni, mentre lui sta con le mani alzate.

Annientate anche le capacità offensive e di raccolta di fondi Isis

L’eliminazione degli altri comandanti, per Isis è un grosso danno dal punto di vista pratico e operativo. A Mosul e in tutta l’area, infatti, i jihadisti non potranno più contare su due assetti fondamentali. Quello degli shahid, i cui attacchi suicidi permettono a Daesh di compiere azioni offensive con minime perdite, e quello economico. Avere perso il capo dell’ufficio Zakat, l’offerta rituale dei musulmani, significa avere meno risorse a disposizione. In un momento critico, in cui lo Stato Islamico non ha più fondi ed è costretto a obbligare i civili a versare dazi e tributi per poter sperare di resistere ancora. I periodici furti delle casse, perpetrati dagli stessi miliziani, hanno peraltro aggravato ulteriormente questa situazione.

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