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Iraq, il ministro Isis delle Finanze fugge da Annah con la cassa

Iraq, Il Ministro Isis Delle Finanze Fugge Da Annah Con La Cassa

Sabbar Batoushi è fuggito con oltre 1 milione di dollari di denari Isis. I miliziani sulle sue tracce

Nuova fuga eccellente all’interno di Isis in Iraq. Il “ministro delle Finanze” del Daesh è fuggito da Anbar con ingenti somme di denaro. Queste sarebbero dovute servire a pagare i salari ai jihadisti. Lo ha confermato ad Alsumaria News Qatari al-Obaidi, alto leader della Mobilitazione Tribale, formazione paramilitare che opera nella zona. Questo ha affermato che il comandante dello Stato Islamico si chiama Sabbar Batoushi e si sarebbe dato alla macchia da Annah, a 210 chilometri da Ramadi vicino al confine con la Siria. L’uomo avrebbe inoltre portato con sé ingenti somme di denaro, sembra oltre un milione di dollari, appartenenti ai miliziani. La notizia si è sparsa subito tra gli estremisti e ha destato panico e disperazione. Tanto che in città è stato imposto il coprifuoco per cercare di rintracciare il fuggitivo. A proposito sono stati distribuiti ordini precisi anche ai check-point degli estremisti in zona.

L’offensiva irachena ad Anbar è alle porte e Daesh non sa a chi rivolgersi per avere sostegno

Il furto della cassa, per Isis rappresenta un enorme problema. Soprattutto in quanto avvenuto ad Annah, una delle tre città – insieme a Rawa e Qaim – che vedranno presto l’avvio di un’offensiva dell’esercito iracheno. I fondi non servivano al Daesh solo per pagare i salari ai miliziani, già con il morale a terra a seguito delle costanti sconfitte subite nel paese e in Siria. Ma anche per reperire risorse fondamentali al fine di organizzare le difese sul territorio contro l’invasione nemica. Lo Stato Islamico non può nemmeno ovviare tassando ulteriormente la popolazione. È stato raggiunto il limite e c’è rischio che questa – come sta accadendo ad Hawija – si ribelli, cominciando a condurre azioni di guerriglia silenziosa contro i jihadisti ad Anbar. Di conseguenza, l’unica possibilità è chiedere aiuto al paese vicino. Ma anche qui Isil è sotto pressione. Le manovre del SAA e delle SDF si stanno avvicinando rapidamente.

 

 

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