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Iraq, il Kurdistan chiede aiuto alla comunità internazionale contro Baghdad

Iraq, Il Kurdistan Chiede Aiuto Alla Comunità Internazionale Contro Baghdad

L’offensiva contro i curdi avverrebbe su 2 assi: a nord di Mosul e a sud e ovest di Kirkuk

Il governo regionale del Kurdistan lancia un appello alla comunità internazionale contro un possibile conflitto interno in Iraq. Lo fa in una lettera aperta in cui  ricorda che questo “lotta contro Isis per ripristinare la pace e la stabilità in Iraq e cerca di dialogare con il governo centrale di Baghdad per risolvere con mezzi pacifici le differenze esistenti tra le parti”. Però, “Il Consiglio di sicurezza – si sottolinea – ci informa che l’esercito iracheno e le milizie (Hash al Shaabi, PMU) si stanno preparando a un’imponente operazione militare contro il popolo curdo. Con tutte le sue componenti e dalla parte settentrionale di Mosul, nonché da quelle meridionali e occidentali di Kirkuk”. Per il governo del Kurdistan iracheno, “la loro intenzione è prendere il controllo dei campi petroliferi; dell’aeroporto e della base militare. L’intelligence curda ha rivelato un pericoloso potenziamento delle forze militari, con carri armati, artiglieria pesante, Humvee e mortai”.

Il governo regionale del Kurdistan: In Iraq si rischia una ennesima guerra civile, che provocherebbe un inevitabile spargimento di sangue tra la nostra gente

A seguito di questo pericolo imminente, il governo regionale del Kurdistan invita quello iracheno a “interrompere questa pericolosa manovra militare contro il popolo curdo e del Kurdistan, che segue l’embargo aereo e altre misure di punizione collettiva per i cittadini della regione, che avranno ripercussioni negative su tutta la popolazione del paese”. Inoltre, si fa “appello alla comunità internazionale, affinché intervenga immediatamente, denunciando tali minacce di aggressione. Questa dovrà anche invitare il governo iracheno a ripristinare il dialogo con quello curdo. Ciò prima che l’ennesima guerra civile provochi un inevitabile spargimento di sangue tra la nostra gente”.

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