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Iraq, è cominciata l’offensiva contro Isis ad Hawija?

Iraq, è Cominciata L’offensiva Contro Isis Ad Hawija?

Le CTG attaccano a sorpresa le postazioni Isis

È cominciata a sorpresa l’offensiva contro Isis ad Hawija? Le forze speciali del Kurdistan iracheno (Dzha Teror, CTG), partite da Kirkuk, hanno cominciato a bombardare le postazioni del Daesh alla periferia est della città. Non è stato comunicato ufficialmente quale sia lo scopo della loro missione. L’attacco, però, potrebbe essere il preludio all’inizio di manovre di terra su vasta scala. Queste – già approntate nelle ultime settimane – con tutta probabilità avverranno secondo lo schema ben collaudato a Mosul e Raqqa. Cioè su più assi in contemporanea. Ciò per non dare la possibilità allo Stato Islamico di convogliare massicci assembramenti di forze sui fronti caldi.

L’autoproclamato Califfo Isis ad Hawija è pronto a gestire un assedio esterno?

Se l’ipotesi fosse confermata, per Isis la battaglia ad Hawija non sarà facile. L’autoproclamato Califfo, il vice sindaco Abu Haitham al-Obaidi, al momento è occupato a difendersi dai nemici interni nella corsa alla successione per la leadership nel Daesh. Dopo l’annuncio della presunta morte di Abu Bakr al-Baghdadi, infatti, lo Stato Islamico è letteralmente imploso. Alcuni gruppi hanno cominciato a darsi battaglia tra di loro per acquisire il peso che ritengono di meritare. Altri, come avvenuto a Tal Afar, ne sono invece usciti per creare qualcosa di nuovo.

Le difese di Isis ad Hawija sono impostate soprattutto per la protezione interna

Non solo. Secondo le stime di tutti, dopo la liberazione di Mosul il prossimo passo della guerra contro Isis in Iraq dovrebbe essere la conquista di Tal Afar. Nessuno, anche all’interno del Daesh, si aspetta invece che ci sia un’offensiva ad Hawija. Di conseguenza le difese dei jihadisti sono state impostate più che altro a uso “interno”. E cioè per garantire l’ordine e la sicurezza nella zona, nonché evitare che ci siano attacchi da elementi “ribelli” dello Stato Islamico o da gruppi di civili. Inoltre, non è chiaro se i jihadisti dispongano di assetti per resistere a un pressing intensivo e duraturo. Questi, ovviamente, non sono nemmeno in grado di ricevere aiuto dall’esterno.

 

 

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