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Iraq, continua la fuga disperata dei jihadisti Isis da Mosul Est a Ovest

Iraq, Continua La Fuga Disperata Dei Jihadisti Isis Da Mosul Est A Ovest

Miliziani Isis tentano di scappare dopo la conquista dei 5 ponti da parte dei militari iracheni

In Iraq continua la fuga disperata dei miliziani Isis, che da Mosul Est cercano di arrivare nell’Ovest, dopo la disfatta totale subita nel quadrante. Tutti e cinque i ponti sul Tigri, però, sono stati distrutti. Inoltre, le forze locali ne hanno preso il controllo. Di conseguenza, ’unico modo per raggiungere l’area è in barca. La scelta obbligata non è passata inosservata alla Coalizione internazionale anti-Daesh e ai militari iracheni, che hanno atteso il momento giusto e poi hanno colpito. Tra il 18 e il 20 gennaio sono state affondate oltre 90 imbarcazioni e tre chiatte. Queste trasportavano oltre che i jihadisti dello Stato Islamico anche degli equipaggiamenti. Lo ha confermato anche la missione Inherent Resolve in una nota. Nel testo si sottolinea che “era un tentativo disperato” dei miliziani di fuggire, dopo che i soldati iracheni avevano conquistato i 5 ponti.

I raid aerei anti-Isis sul Tigri proseguiranno

Per i militari iracheni, inoltre, è molto probabile che continuino i tentativi di fuga verso Ovest da parte dei jihadisti Isis, intrappolati a Est. A proposito il comandante della Golden Brigade, il generale Abdul-Wahab al-Saadi, ha sottolineato all’agenzia Rudaw che i raid aerei contro di loro proseguiranno. L’obiettivo è da una parte ridurre il numero dei nemici che l’operazione Stiamo Arrivando Nininveh si troverà ad affrontare una volta attraversato il fiume. Dall’altra, è evitare che i miliziani dello Stato Islamico a Ovest ricevano equipaggiamenti e rifornimenti dai fuggitivi.

I miliziani Isis a Mosul sono stati abbandonati, tutte le risorse sono inviate in Siria

In questo scenario, i miliziani Isis a Mosul sono sempre più in difficoltà. Da una parte vengono bombardati e attaccati quotidianamente. Dall’altra, la pressione accumulata ha acceso conflitti interni tra i vari gruppi del Daesh che vivono nel quadrante Ovest. Questi sfociano regolarmente in scontri armati, anche prolungati, che causano la morte di diversi jihadisti e aumentano ulteriormente lo stress. D’altronde gli stessi vertici dello Stato Islamico sanno che ormai Mosul è persa. Infati, non ci sono più tentativi di inviare risorse o rinforzi. Questi, invece, vengono dirottati esclusivamente in Siria. L’obiettivo è conquistare Deir al-Zor per farla diventare una loro base delle operazioni, insieme a Palmyra e Raqqah.

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