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Iraq, colpo di grazia per Isis: esercito converge in massa a Mosul

Iraq, Colpo Di Grazia Per Isis: Esercito Converge In Massa A Mosul

I militari, dopo liberazione Piana Niniveh, vanno a rinforzare fila del contingente anti-Daesh. Offensiva procede a ritmo prudente per proteggere i civili

Colpo di grazia per Isis a Mosul. L’esercito iracheno, dopo aver liberato la gran parte della Piana di Niniveh dal Daesh, sta convergendo verso la città. Lo ha fatto sapere il portavoce del Comando operativo congiunto (JOC), il generale Yahya Rasoul. L’alto ufficiale per motivi di sicurezza e opportunità non ha comunicato il giorno dell’arrivo dei soldati a Mosul. Parallelamente, ha spiegato che i militari hanno cacciato i miliziani dello Stato Islamico da quasi tutta l’area Est della città. Questi avranno presto il controllo totale dell’area, da dove proseguirà l’avanzata verso il centro. La liberazione della Piana in Iraq era strategica per l’operazione “Stiamo arrivando Niniveh”: è una zona poco popolata che si trova a nord e a est di Mosul. Questa era stata usata dal Califfato per spostarsi dentro e fuori alla città in modo poco visibile. La sua riconquista scongiura i rischi di attacchi a sorpresa.

Offensiva procede in maniera prudente per evitare vittime civili e conflitti settari

La strada per la riconquista di Mosul, però è ancora lunga. Ciò nonostante le rassicurazioni del premier dell’Iraq, Haider al-Abadi, secondo cui sarà completata entro il 2016. L’intelligence ritiene che il centro siano ancora presenti tra i 5.000 e gli 8,000 miliziani Isis. Tra loro anche molti foreign fighters. Si tratta della zona più densamente popolata della città, che complessivamente conta 1 milione di residenti. La massiccia presenza di civili, usati come scudi umani dal Daesh, ha reso difficile 2 tipologie di attacco, che finora avevano contribuito in maniera determinante all’offensiva: i raid aerei e il fuoco dell’artiglieria. E’ troppo elevato il rischio di causare vittime (danni collaterali). Ciò, inoltre, potrebbe portare a un’escalation delle tensioni settarie tra abitanti locali (sunniti) ed esercito (a maggioranza sciita). Un’ipotesi del genere porterebbe indebiti vantaggi allo Stato Islamico.

I raid aerei solo fuori da Mosul, all’interno quasi solo monitoraggio dall’alto della città

Per evitare possibili ostacoli, in Iraq si è scelto un approccio prudente con attacchi mirati a Isis. Questo allunga i tempi, ma riduce i pericoli imprevisti. La dimostrazione è l’esiguo numero di raid aerei della Coalizione internazionale anti-Daesh sull’area di Mosul, avvenuti negli ultimi giorni. Lunedì, per esempio, ce ne sono stati solo 9 e solo in zone vicino alla città (Bashir, Beiji, Raw e Tal Afar). Nell’occasione sono stati presi di mira strutture logistiche e tunnel dello Stato Islamico. Sulla città, invece, non ci sono stati attacchi aerei, ma solo monitoraggio dall’alto da parte dei velivoli senza pilota (Uav). L’obiettivo era rilevare i movimenti dei miliziani e proteggere l’avanzata delle truppe, prevedendo possibili imboscate.

Nasce una nuova unità nel contingente misto anti-Isis

Circa 2.000 arabi provenienti dalla città irachena di Zemar nei giorni scorsi si sono arruolati per formare una brigata militare, che sarà sotto il comando del ministero curdo dei Peshmerga. E’ stata la stessa comunità a chiedere al presidente del Kurdistan, Masoud Barzani, di poter formare l’unità. Questa sarà responsabile della protezione dell’area attorno alla città (nord ovest di Mosul). Si chiamerà Brigata dell’Ovest Dijla Peshmerga, secondo quanto riporta Rudaw. Vi fanno parte abitanti di Zemar, Rabia, Ayazya e di una serie di villaggi a Sinjar. Prossimamente, la Brigata comincerà ad addestrarsi presso le basi militari di Sahela in Iraq. L’area era caduta nelle mani di Isis nel 2014 ed è stata liberata dai Peshmerga recentemente. A seguito di ciò, la popolazione locale ha deciso che si sarebbe unita alle forze curde per difendere centimetro per centimetro il territorio dal Daesh.

Il comunicato del ministero della Difesa iracheno sull’avanzamento dell’offensiva a Mosul (in arabo)

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