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Iraq, Baghdad rafforza sicurezza alla diga di Mosul per minacce crescenti

Iraq, Baghdad Rafforza Sicurezza Alla Diga Di Mosul Per Minacce Crescenti

Baghdad considera la diga di Mosul un obiettivo sensibile molto appetibile per attacchi terroristici

Il governo iracheno rafforza la sicurezza alla diga di Mosul, che considera strategica. Lo sta facendo, secondo fonti locali, con alcune decisioni. Dal lasciare le unità della Golden Division (le forze anti-terrorismo) presso la struttura all’applicazione di restrizioni ai movimenti per limitare il transito nell’area. Inoltre, si è intensificato l’addestramento alle ISF fornito dai militari italiani della Task Force Praesidium, su base Terzo reggimento Alpini, nell’ambito della missione Prima Parthica. La formazione curata dai nostri soldati, infatti ha una valenza fondamentale per Baghdad, che considera la Diga un obiettivo sensibile molto appetibile per attacchi terroristici. C’è quindi la necessità di proteggerla al meglio e prevenire possibili incursioni jihadiste. La difesa contro Isis e altre minacce si basa su due pilastri. Il primo sono assetti altamente specializzati come Golden Division e Polizia Federale. Il secondo, gli Alpini italiani. Questi garantiscono non solo training, ma anche coordinamento con ISF e stabilizzazione.

L’ultima minaccia alla sicurezza in Iraq arriva dai “White Flag”, collegati ad Ahrar al Sunna e Ansar al Islam, nonché a Isis

Le minacce alla diga di Mosul, peraltro, sono crescenti. L’ultima in ordine di tempo da quanto ha reso noto Baghdad è il “White Flag”. Un gruppo di jihadisti/criminali, caratterizzato da una bandiera bianca con un leone. La formazione è legata ad Ahrar al Sunna e Ansar al Islam, affilato prima ad al Qaeda e poi a Isis. Si teme anche che vi stiano confluendo i “resti” dei miliziani Daesh, fuggiti dai campi di battaglia nel paese. I terroristi si sono fatti conoscere per una serie di azioni a Kirkuk e Sulaymaniyah, ma in breve stanno estendendo le loro attività anche ad altre zone della nazione meridionale e presto potrebbero arrivare a Mosul. Si aggiunge  sia in quest’ultima città sia a Kirkuk e Tikrit l’aumento di tensioni tra sciiti iracheni e  le forze sunnite. I “White Flag” fanno parte della seconda compagine e potrebbero approfittare della situazione per trarne vantaggi.

Anche a livello internazionale si conferma che proteggere la diga di Mosul è strategico

La protezione della diga di Mosul, perciò, è fondamentale soprattutto oggi. Lo confermano non solo le decisioni del governo iracheno. Ma anche le recenti visite internazionali presso la struttura. Nei giorni scorsi, i vertici di USACE (U.S. Army Corps of Engineer) e del CJFLCC (Combined Joint Force Land Component Command) dell’Operazione Ineherent Resolve si sono recati in loco. Lo ha reso noto lo Stato maggiore della Difesa (SMD) italiano in una nota, in cui si sottolinea che “in occasione di entrambe le visite è stata ribadita l’importanza strategica della Diga che rappresenta un progetto prioritario per lo sviluppo e la stabilizzazione dell’area”.  In questo contesto il generale David Hill, Comandante della Divisione Transatlantica di USACE, ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto dal Terzo reggimento Alpini per implementare la sicurezza dell’infrastruttura. Anche in relazione alla tutela del personale che vi opera.

Apprezzamento per il lavoro del Terzo reggimento alpini, che integra le diverse componenti delle ISF in un sistema di controllo di tutta la zona

Sulla stessa lunghezza d’onda il generale Charles Costanza, Vice Comandante di CJFLCC e responsabile del coordinamento delle Operazioni della Coalizione nel nord dell’Iraq. L’alto ufficiale ha riconosciuto il fondamentale lavoro svolto dalla Task Force Italiana per integrare le diverse componenti delle forze di sicurezza irachene in un sistema di controllo che permetta una cornice di sicurezza più ampia in tutta la zona della diga di Mosul. Ciò attraverso il coordinamento dei check-point gestiti da Golden Division, National Security Service, Esercito Iracheno,  Polizia Federale e Polizia del Ministero delle Risorse Energetiche.

Photo Credits: SMD

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