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Iraq, Baghdad conferma che il controllo della Diga di Mosul è strategico

Iraq, Baghdad Conferma Che Il Controllo Della Diga Di Mosul è Strategico

In Iraq chi controlla l’acqua, controlla il Paese. Almeno a nord

In Iraq chi controlla l’acqua, controlla il Paese. Almeno a nord. Lo sa bene il governo centrale di Baghdad, che ha posto sulla Diga di Mosul massima attenzione. Tanto che ha inviato a proteggere la struttura la Golden Division, le forze anti-terrorismo (CTU) d’elite, subentrate ai peshmerga curdi. Inoltre, a conferma dell’importanza che la struttura riveste, il 2 novembre il capo di Stato maggiore dell’esercito iracheno, il generale Othman al-Ghanimi, si è recato in visita alla Diga dove operano anche i militari italiani della Task Force Praesidium nell’ambito dell’operazione Prima Parthica. L’alto ufficiale è stato presso gli uffici del ministero delle Risorse Idriche, titolare dei lavori di messa in sicurezza dell’infrastruttura. Poi, è stato aggiornato sulla situazione operativa e di sicurezza alla presenza dei comandanti delle unità irachene e della Coalizione – rappresentata dalla TF Praesidium – che operano nell’area.

Il capo di Stato maggiore dell’Esercito iracheno si complimenta con il Terzo reggimento Alpini alla Diga di Mosul la gestione della sicurezza e l’integrazione con la Golden Division (CTU)

Lo stesso al-Ghaini, ha evidenziato l’importanza strategica del progetto, rivolgendo parole di apprezzamento per quanto fatto dal contingente italiano per la sicurezza della Diga di Mosul e delle centinaia di lavoratori internazionali che vi operano. A proposito, il generale iracheno ha visitato l’infrastruttura, ispezionando personalmente i tunnel principali dove vengono svolti i lavori, ha valutato il dispositivo di sicurezza posto in atto. Su questo fronte si è complimentato con il comandante della Task Force Praesidium per l’elevato livello di coordinazione e cooperazione raggiunto in breve tempo tra gli Alpini del Terzo reggimento e il personale del reggimento Mosul del Counter-Terrorism Service (la Golden Division) iracheno responsabile della sicurezza dell’area della struttura. Presso la diga operano 500 militari dell’Esercito Italiano, inquadrati nella Task Force.

La Diga fornisce quasi il 50% dell’elettricità a Mosul e Nineveh. Se crollasse provocherebbe più di 700.000 morti

Il controllo della Diga di Mosul per Baghdad è strategico da sempre. Non a caso gli Usa erano intervenuti più volte per cacciare Isis, ogni volta che si riavvicinava alla struttura, dopo averla persa dopo appena 15 giorni che la presidiava nell’agosto del 2014. E lo è oggi più che mai, a seguito della crisi con i curdi. La Diga, infatti, fornisce quasi il 50% della corrente elettrica a Mosul e in tutta la provincia di Nineveh. Inoltre, è un’arma formidabili. Se fosse fatta crollare, si stima che la massa d’acqua riversata a valle ucciderebbe oltre 700.000 persone. Senza contare i pericoli di avvelenamento della risorsa idrica. Di conseguenza, per Abadi è imperativo mantenerne il controllo in un momento fluido come questo.

Il controllo della Diga di Mosul è solo l’ultimo atto della crisi tra Baghdad e i curdi, che passa per la gestione delle risorse energetiche del paese

Il recente accordo raggiunto da Baghdad e dai curdi è infatti estremamente fragile. Prevede che i peshmerga si ritirino nelle posizioni che avevano nel 2003. E cioè nei governatorati di Erbil, Sulaymaniyah e Dahuk. In questa ultima area, però, ci sono grandi tensioni. Tanto da culminare in alcuni scontri tra soldati curdi e le milizie paramilitari sciite (PMU). Il problema rimane uno: le fonti energetiche e quindi di guadagno. Dopo il referendum per l’indipendenza del Kurdistan iracheno, Baghdad ha tolto ai curdi tutti i campi e pozzi petroliferi. Da quelli a Kirkuk, il più grande nel paese mediorientale, a quelli a nord ovest. Infine, il governo centrale iracheno si è ripreso la Diga di Mosul. Perciò, ai curdi non è rimasto quasi niente. Ciò, nonostante i Peshmerga abbiano dato un contributo fondamentale nella lotta a Isis nel Paese. In particolare nella provincia di Nineveh.

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