Iraq, al via una caccia all’uomo anti-Isis a nord di Baghdad

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In corso l’operazione al-Sayl al-Jaref (il Torrente) ad al-Tarmia

Al via in Iraq una nuova operazione militare contro Isis. Si chiama al-Sayl al-Jaref (il Torrente) e si tiene nel distretto di al-Tarmia, a nord di Baghdad. Secondo fonti locali è una caccia all’uomo. Un personaggio del Daesh di elevatissimo profilo. Non sono stati, però, svelati la sua identità o altri dettagli. I militari hanno sigillato l’area, schierando presidi imponenti lungo tutte lue vie d’accesso e uscita. Inoltre, è stato bloccato un ponte e sulla zona c’è un passaggio continuo di aerei ed elicotteri militari. All’interno del centro abitato, la polizia federale sta effettuando un rastrellamento casa per casa. Soprattutto ad al-Hawra e al-Khan.

L’esercito iracheno avanza ancora a Mosul Ovest. Ripreso al-Sekak

Intanto, a Mosul, l’esercito iracheno guadagna ancora terreno contro Isis nella zona Ovest. Le forze anti-terrorismo locali nelle ultime ore hanno conquistato il quartiere di al-Sekak, dopo un violento combattimento contro il Daesh. Successivamente, hanno ingaggiato una battaglia contro i jihadisti ad al-Anbar. Inoltre. hanno effettuato un’irruzione in un centro di comando dello Stato Islamico, usato per addestrare e preparare gli attentatori suicidi (shahid) a Souq al-Maash. Il bilancio dell’operazione è stato di oltre 30 jihadisti uccisi. nella successiva perquisizione dell’edificio, peraltro. i soldati hanno trovato – oltre ad armi e munizioni – anche numerosi documenti, giudicati di grande interesse dall’intelligence.

Isis perde uno degli ultimi depositi di medicinali a Mosul, essenziali per la sopravvivenza

Isis a Mosul ha subito un altro duro colpo nel distretto di Tarmuz. Probabilmente il più grave. La Coalizione internazionale anti-Daesh ha condotto un raid aereo nella zona, uccidendo 43 jihadisti. Inoltre, sono stati distrutti alcuni depositi di armi e medicinali. E’ stata soprattutto questa ultima perdita ad avere creato il caos tra i combattenti dello Stato Islamico. Si trattava, infatti, di uno dei magazzini di medicinali più importanti e uno degli ultimi nella zona. E non ci sono possibilità di trovare farmaci altrove. Senza di esso, perciò, si sono quasi azzerate le capacità di cura dei miliziani feriti.