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Iraq, al via la prima fase dell’offensiva anti-Isis a Tal Afar

Iraq, Al Via La Prima Fase Dell’offensiva Anti-Isis A Tal Afar

I caccia di Baghdad attaccano Isis a Tal Afar. PMU, militari e polizia ricevono carri armati nella base di Matar Faruq al Askari

In Iraq ha preso il via l’offensiva anti-Isis a Tal Afar. In zona stanno confluendo numerosi assetti pesanti, schierati nella base di Matar Faruq al Askari. Si tratta soprattutto di carri armati e altri veicoli blindati, appartenenti alle milizie paramilitari sciite Al-Hashd Al-Sha’abi (PMU), alla Nona divisione dell’esercito e alla polizia federale. Intanto, sulla roccaforte Daesh sono stati condotti diversi bombardamenti. Si tratta della prima parte dell’operazione: la campagna aerea, a cui seguirà entro breve quella di terra. Per l’ufficializzazione delle manovre si dovrà aspettare l’annuncio del premier Haider al-Abadi. I caccia e gli elicotteri stanno attaccando le postazioni dello Stato Islamico in periferia e in diverse zone della città. Nelle scorse ore è stata distrutta, tra le altre cose, una fabbrica di ordigni esplosivi. Inoltre, hanno perso la vita una dozzina di miliziani e alcuni leader. Colpite anche diverse postazioni di fuoco e depositi di armi e munizioni.

Isis cerca di blindarsi dalle fughe di informazioni. Vietato l’accesso alle donne ai quartier generali e limitazioni ai movimenti di civili

La risposta di Isis a Tal Afar non si è fatta attendere. I miliziani Daesh si stanno preparando all’invasione, tentando di ridurre i rischi di essere individuati. A questo proposito è stato vietato l’accesso alle donne ai quartier generali dello Stato Islamico in città. Inoltre, sono state rimosse tutte le unità femminili dalle zone nevralgiche. Soprattutto presso tutti i quartieri in cui vivono i leader Isis. Imposto anche il coprifuoco totale nella roccaforte. Ogni famiglia per spostarsi da un distretto a un altro deve avere ottenuto preventivamente il permesso del dipartimento della sicurezza Isil. In caso di trasgressione la pena può comportare la morte. La paura dei jihadisti è essere spiati. Si teme in particolare che informazioni preziose possano essere inviate al nemico in questo momento cruciale, vanificando così gli sforzi per organizzare le difese della roccaforte.

 

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