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Iraq, al-Sadr è ufficialmente il vincitore delle elezioni parlamentari

Al-Sadr è ufficialmente il vincitore delle elezioni parlamentari in Iraq. Gli sciiti pro-Iran di al-Maliki sono i grandi sconfitti. Si teme un’escalation di violenza dopo le proteste di Hashd al-Shaabi e l’attentato ad al-Khadimi

Il Movimento Sadrista, il partito di Moqtada al-Sadr, ha formalmente trionfato alle ultime parlamentari in Iraq. Lo ha sancito ufficialmente l’Alta Commissione Elettorale (IHEC) dopo il ri-conteggio manuale di tutte le schede presso i seggi dove erano state mosse contestazioni. La fazione sciita dell’ex premier Nouri al-Maliki, invece, si conferma la grande sconfitta. Di conseguenza, sarà l’imam a esprimere il nuovo premier che dovrà formare il governo. La situazione nel paese mediorientale, però, è incandescente. Si rischiano disordini e una possibile escalation di violenza. Le milizie pro-Iran, come Hashd al-Shaabi, infatti, non rimarranno a guardare. Nei giorni scorsi sono già scese nelle strade per protestare, causando scontri con le forze di sicurezza. Inoltre, lo stesso primo ministro di transizione Mustafa al-Khadimi ha subito un attentato e non ha perso la vita grazie alle difese anti-missile site presso l’ambasciata USA a Baghdad.

L’imam punta a sunniti e curdi per tagliare fuori l’Iran dagli affari interni. Le milizie pro-Teheran, però, non rimarranno a guardare

Gli sciiti alleati dell’Iran stanno lavorando in tutti i modi per mettere in difficoltà al-Sadr e obbligarlo a trattare sulla scelta del premier. Non ci sono solo le proteste e l’attentato ad al-Khadimi, infatti. A Diyala le milizie stanno cercando di alimentare un conflitto settario con i sunniti, sfruttando lo Stato Islamico. Tanto che l’imam è stato costretto a intervenire per riportare la calma e spegnere la miccia. Oggi, comunque, al-Sadr è più forte grazie alla IHEC e ha maggiori possibilità di trattare sia con i sunniti sia con i curdi per formare un esecutivo inclusivo, che tenga fuori Teheran. La Repubblica Islamica questo lo sa e sta studiando contromisure. C’è da attendersi quindi che la situazione in Iraq nel prossimo futuro sarà estremamente fluida e non è esclusa l’entrata in gioco di “nuovi” gruppi di guerriglieri, i quali proveranno a destabilizzare la nazione con attacchi e attentati.

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