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Iraq, al-Sadr combatte una doppia partita per il nuovo governo

Al-Sadr combatte una doppia partita per il nuovo governo in Iraq. All‘imam sciita servono i curdi o i sunniti per contrastare i tentativi di al-Maliki (e dell’Iran) di togliergli l’autonomia. Nessuno dei due, per ora, sembra però disponibile

Moqtada al-Sadr, l’imam sciita risultato il grande vincitore delle elezioni parlamentari irachene, ha formato una commissione che negozierà con gli altri partiti in Iraq sulla formazione del nuovo governo. I membri sono Hassan Azzaz, Nasar al-Rubaiee, Nabil Tarafi e Hakim Zamili. Il cammino, però, è in salita. Al-Sadr, infatti, da una parte ha contro una fetta dell’ala sunnita del paese. Dall’altra, ha nemici “interni”, soprattutto tra le fazioni sciite più vicine all’Iran: tra tutte spicca quella dell’ex premier Nouri al-Maliki, che sta cercando di formare un’alleanza per contrastare l’egemonia del Movimento Sadrista in Parlamento. L’obiettivo è raggiungere complessivamente almeno 85 seggi, gli stessi che ha ottenuto la formazione dell’imam, in modo da imbrigliarlo e obbligarlo a dover concertare ogni azione e decisione. In particolare sui membri del prossimo esecutivo (tra tutti il futuro premier). Sembra, però, che anche al-Sadr stia facendo altrettanto, guardando ai curdi e agli stessi sunniti.

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