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Iran, si alza il livello di scontro nelle proteste

Si alza il livello di scontro nelle proteste in Iran. Per la prima volta ci sono morti tra le forze di sicurezza: un colonnello delle IRGC e un membro della milizia Basij, uccisi da ignoti. E’ il segno che i manifestanti cominciano a reagire alla repressione?

Si alza il livello dello scontro nelle proteste in Iran, nate a causa della morte di Mahsa Amini, ma ormai diventate altro. Per la prima volta si ha notizia di morti tra le forze di sicurezza: sono un colonnello delle Guardie Rivoluzionarie (IRGC) e di un membro della milizia Basij “Javad Keykha”, uccisi da ignoti con colpi d’arma da fuoco in piazza Tamin Ejtemaii a Zahedan. L’accaduto è particolarmente allarmante nell’ambito della vera e propria Primavera Araba che sta vivendo il paese mediorientale. Teheran, pur esercitando al massimo la repressione, non riesce a fermare i manifestanti, che ogni giorno aumentano coinvolgendo nuove fasce della popolazione. La morte dei due uomini, infatti, potrebbe rappresentare un punto di svolta dal punto di vista di chi protesta, che non è più disposto a subire violenze senza reagire. Peraltro, sono da attendersi dure rappresaglie del regime iraniano, che scalderanno ulteriormente gli animi e alimenteranno l’escalation di violenza.

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