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Iran, le proteste per Mahsa Amini evolvono in qualcosa di più ampio

Le proteste in Iran per Mahsa Amini evolvono in qualcosa di più ampio. Le manifestazioni ora prendono di mira il governo, le autorità religiose e le forze di sicurezza. Nonostante la repressione sempre più violenta, continuano e si moltiplicano

Le proteste in Iran continuano senza sosta da oltre 10 giorni nonostante la dura repressione e si stanno trasformando. Manifestanti sono scesi nelle strade a Teheran, Tabriz, Yazd, Sanandaj e altre città, scontrandosi spesso con la polizia. I cori, infatti, sono rivolti contro la Repubblica Islamica, le forze di sicurezza, l’ayatollah Khamenei e le autorità religiose. Le proteste sono cominciate come risposta indignata per la morte della giovane Mahsa Amini, che si ritiene sia stata uccisa dalla polizia religiosa. Ora, invece, prendono di mira l’intero governo e le istituzioni per la dittatura vigente nel paese mediorientale e per la brutalità con cui viene annientata ogni forma di opposizione. La repressione continua con sempre maggior violenza e non risparmia nessuno ma per il momento non ci sono segnali circa il fatto che la popolazione sia intenzionata a desistere. La tensione è di conseguenza alle stelle e ci sono rischi che anche un semplice incidente possa far esplodere la rabbia popolare determinando uno scenario dagli esiti imprevedibili.

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