L’IoT è ancora vulnerabile agli hackers. Lo confermano i cyber attacchi ai parcheggi

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Darktrace: l’IoT è ancora vulnerabile, lo conferma un cyber attacco curioso avvenuto all’ufficio di un parcheggio. Qualcuno lo ha hackerato e collegato a siti porno

Nemmeno i parcheggi sono al sicuro dai cyber attacchi. Lo conferma un recente incidente informatico in cui un hacker ha assunto il controllo dell’ufficio presso un posteggio e lo ha collegato a siti internet per adulti, a carattere pornografico. Lo hanno scoperto i ricercatori di cyber security di Darktrace, che però non hanno capito il motivo dell’aggressione cibernetica. Ciò che è certo, comunque, è che è riuscita. L’obiettivo potrebbe non essere il parcheggio in sé, ma in quanto chiave di accesso per accedere a un network e risalire la scala fino al vero scopo dell’attacco. Lo fanno cercando e sfruttando ogni falla possibile, in primis quelle in ambito IoT, come nel caso dell’incidente. Questa tecnologia, nonostante la maxi offensiva con la botnet Mirai, è considerata ancora troppo debole e permeabile ai tentativi di intrusione. peraltro, non solo a livello di piccole realtà, ma anche dei Big.

Altri hackers hanno connesso insieme diversi dispositivi IoT per accedere a un network aziendale. La cyber security del settore, nonostante tutte le minacce – a partire dagli attacchi con la botnet Mirai – è ancora latitante

Il cyber attacco al parcheggio, infatti, non è l’unico che negli ultimi tempi ha preso di mira reti e dispositivi IoT. Sempre Darktrace ha rilevato un tentativo di intrusione in un network aziendale, collegando insieme diversi apparecchi che sfruttano questa tecnologia su una linea di produzione industriale. Nessuno di questi singolarmente conteneva informazioni o dati di interesse per gli hacker malevoli. Ma insieme potevano essere un cuneo per infiltrarsi nella rete dell’impresa e da qui rubare poi ciò che ritenevano utile. Questo significa che non solo i produttori del settore IoT ancora non hanno trovato il modo per proteggere la cyber security delle loro creazioni. Ma anche che chi li acquista non si preoccupa di proteggerli prima di attivarli e collegarli nel network. Non solo a livello personale ma anche e soprattutto a quello aziendale.