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Hacker, se il (nuovo) Davide si scontra con il (vecchio) Golia. E vince

Hacker, Se Il (nuovo) Davide Si Scontra Con Il (vecchio) Golia. E Vince

Quasi 10.000 cyberattacks in poco più di un mese e oltre 2.000 in una settimana

In poco più di un mese di vita del sito abbiamo subito quasi 10.000 attacchi informatici da parte di hacker. Solo in una settimana, ne abbiamo contati quasi 3.000. Tutti, finora, bloccati. Non vendiamo nulla, né custodiamo segreti. Ci limitiamo a pubblicare notizie, ricordando semplicemente fatti che altri “dimenticano” o che troviamo interessanti. Non abbiamo offeso nessuno o lanciato illazioni. Mai. Inoltre, sotto ogni articolo c’è la possibilità di condividerlo, aggiungendo i propri commenti e analisi. Diamo massima libertà ai lettori, senza contare che tutti i “pezzi” sono scritti in italiano. Per ora. Non certo la lingua universale del web. Questo, però, non è bastato e siamo stati sommersi da una marea di attacchi. Soprattutto dall’estero. In alcuni momenti ne abbiamo sperimentati più di 500 in sole 12 ore.

L’offensiva informatica viene quasi totalmente dall’estero. Russia in primis

È interessante valutare da dove l’offensiva informatica arrivi. Sicuramente ci sono diversi mirror, ma i dati sono comunque indicativi. In una settimana in cui abbiamo subito in media 2.000 cyber attacchi (19-26 dicembre), questi sono stati diretti da 10 paesi in particolare: in prima posizione c’è la Russia con 1.775 tentativi e 1.470 IP bloccati. In seconda l’Ucraina con 64 e 48 IP stoppati. La terza è la Romania con 34 azioni malevole da 27 IP. A scendere abbiamo l’Indonesia, il Brasile, gli Stati Uniti, Grecia, Kazakhstan, Bielorussia e Giappone. Non mancano, comunque, prove per infiltrarsi nel sito da India, Pakistan, Afghanistan, Iraq e Italia. Nel nostro paese c’è qualcuno che in particolare dalla Toscana evidentemente vuole contribuire al prodotto.

Gli attacchi cibernetici non sono lanciati con bot, ma sono “fisici”

Per cercare di infiltrarsi nel sito, provano username come “difesaesicurezza” (140) o admin (132), passando per administrator (118). Peccato che nessuno di queste esista. Per la questione IP, solo in pochi hanno cercato di lanciare più attacchi informatici dallo stesso indirizzo. La campagna di offensive cyber contro Difesa e Sicurezza, peraltro, ha una peculiarità. Non viene condotta da bot, ma da persone in carne e ossa. C’è qualcuno che è fisicamente davanti a un computer e prova a “bucare” il sito. Appare curioso che ci siano così tanti tentativi “fisici” di colpire una così piccola realtà, di fatto insignificante nell’infinita galassia dell’informazione su internet. Senza dubbio ci sono bersagli molto più premianti e il cui peso su certe tematiche è sicuramente maggiore del nostro.

Nel 2017 non deluderemo le aspettative degli hacker

Questa campagna di cyberattacchi determina comunque un risultato importante. Siamo popolari tra alcune categorie di frequentatori del web. Hacker in primis. Sono proprio loro a confermarcelo, ponendo attenzione su questo sito da varie parti del mondo. Li ringraziamo e diciamo loro che non deluderemo le loro aspettative. Continueremo a lavorare sempre meglio per informare, smentire bufale e fornire contributi su tematiche che riteniamo debbano essere sviscerate da diversi punti di vista. Perciò, GRAZIE a tutti e buon inizio anno.

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