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Intelligence, la Scuola degli 007 italiani si rinnova e punta sui giovani

Intelligence, La Scuola Degli 007 Italiani Si Rinnova E Punta Sui Giovani

La Scuola del Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica italiana si rinnova. Il direttore, il generale Nardone: E’ in atto una profonda riflessione sul processo di rivisitazione dell’identità di polo formativo unitario e centro propulsore di studi e ricerche, dedicati all’approfondimento delle tematiche connesse alla sicurezza nazionale ed alla cultura dell’Intelligence

La scuola di formazione degli 007 italiani si rinnova e punta sui giovani per affrontare le nuove sfide. Lo ha confermato il direttore, il generale Paolo Nardone, nel suo intervento in occasione dell’inaugurazione del nuovo anno accademico dell’istituto di formazione del Comparto. “La Scuola di formazione sta affrontando una profonda riflessione sul processo di rivisitazione della propria identità di polo formativo unitario e centro propulsore di studi e ricerche dedicati all’approfondimento delle tematiche connesse alla sicurezza nazionale ed alla cultura dell’Intelligence – ha affermato -. Sarebbe certamente più comodo procedere per piccoli aggiustamenti contingenti, ma non possiamo permetterci la comodità di aspettare di essere sollecitati dai cambiamenti. Noi abbiamo, invece, il dovere di comprenderli e anticiparli perché, se il Comparto rappresenta la frontiera avanzata della sicurezza nazionale, la Scuola di formazione deve esserne, allo stesso tempo, la punta estrema e il solido fondamento”.

La Scuola degli 007 italiani punta sui giovani: Bisogna investire per fargli acquisire una piena capacità operativa, esaltare la loro energia e il loro entusiasmo e integrare i loro talenti con la consolidata esperienza degli anziani maestri.  Ciò per garantire la continuità nella trasmissione da una generazione all’altra del ‘sapere’ e del ‘saper fare’

La Scuola del Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica dell’intelligence italiana punta perciò “su di una scommessa esistenziale: investire sulle giovani leve per fargli acquisire una piena capacità operativa; per esaltare la loro energia e il loro entusiasmo; per integrare i talenti dei giovani allievi con la consolidata esperienza degli anziani maestri e cosi garantire la fondamentale continuità nella trasmissione da una generazione all’altra del ‘sapere’ e del ‘saper fare’ – ha proseguito Nardone -. È una scommessa esigente, che porta con sé l’ansia di superarsi e la consapevole accettazione della sfida delle aspettative crescenti. Una scommessa che chiede di essere capaci di rinunciare al facile applauso, al riconoscimento pubblico e di essere, invece, disposti ad agire in assoluta riservatezza, con seria e serena operosità e sobrietà”.

Il generale Nardone: Il nostro ‘mestiere’ non si impara dalla teoria ma, innanzitutto, si ‘fa crescere’ osservando, con rispetto, come operano i ‘maestri’

Il “nostro ‘mestiere’ – ha sottolineato il direttore della Scuola del comparto intelligence italiano – non si impara dalla teoria ma, innanzitutto, si ‘fa crescere’ osservando, con rispetto, come operano i ‘maestri’”. A seguito di ciò, “vogliamo che in ogni attività formativa e addestrativa, in ogni esercitazione e seminario di aggiornamento, prima di ogni cosa si impari a lavorare insieme e insieme a superare le difficolta. Vogliamo, ancora, che maturi in ognuno la consapevolezza di un costante miglioramento, in un percorso di sviluppo delle capacità che accompagni l’intera durata della vita professionale di ognuno, indipendentemente dal grado e dalle responsabilità ricoperte. Questi sono i fondamenti del nostro essere e su di essi deve necessariamente incardinarsi un agire che non sia solo il frutto di tecnicalità – per quanto queste siano indispensabili – bensì convinta adesione alla ‘mission’ istituzionale e consapevole accettazione degli oneri che ne derivano”.

L’anno accademico è stato inaugurato alla presenza del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, dei vertici del comparto Intelligence (DIS, AISE e AISI) dei componenti del CISR e del COPASIR, del presidente della CRUI e di rappresentanti del mondo istituzionale e delle imprese

La cerimonia di inaugurazione della Scuola si è tenuta presso “Forte Boccea” e vi sono intervenuti il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte; i vertici delle tre agenzie, DIS (Dipartimento Informazioni per la Sicurezza), AISE (Agenzia Informazioni e Sicurezza Esterna) e AISI (Agenzia Informazioni e Sicurezza Interna); i componenti del CISR (Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica) e del COPASIR (Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica); il Direttore della Scuola del Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica, Paolo Nardone; il professor Gaetano Manfredi Presidente della CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane) e i Rettori delle Università italiane, nonché i rappresentanti del mondo istituzionale e delle imprese italiane.

Per la Sicurezza Nazionale italiana è strategico il rapporto delle Università con la Scuola del comparto Intelligence

Nell’opera di rinnovamento della Scuola, il rapporto con le università italiane è strategico per la sicurezza nazionale. Questo, però, “non si limita soltanto a qualificati apporti didattici, ma costituisce un vero e proprio punto di svolta per l’efficace promozione e diffusione della cultura della sicurezza, innovativa responsabilità affidata al DIS dalla legge di riforma del 2007. L’Università – ha spiegato Nardone – ha un grande compito da svolgere assieme a noi: quello di pensare l’Intelligence, di aiutarci a cogliere le sfide culturali, mettendo a fuoco modelli efficaci per la protezione degli interessi politici, militari, economici, scientifici e industriali dell’Italia. È un compito la cui grandezza si definisce in rapporto alla complessità del tempo storico che stiamo vivendo. Un ‘momento della storia’ che è, allo stesso tempo, un ‘cambiamento d’epoca’ che esige la verifica degli strumenti di analisi di cui disponiamo, il loro affinamento, la loro confutazione”.

Quali sono i compiti della Scuola oggi

La Scuola del Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica, infatti, ha “la responsabilità e il delicato compito di assicurare la formazione di base e continuativa, l’addestramento e l’ aggiornamento del personale del Comparto Intelligence italiano”, ha ricordato il direttore. Istituita nel 2007 con la riforma dell’intelligence italiana, infatti, ha lo scopo di assicurare un polo unitario per la formazione, l’aggiornamento, l’addestramento specialistico e tecnico operativo del personale già in servizio presso il DIS, e le due agenzie (AISE ed AISI). Nella selezione e nel reclutamento non si attinge più soltanto ai tradizionali bacini delle forze di polizia e delle forze armate, ma anche alla società civile: si guarda, cioè, a giovani talenti particolarmente esperti in materie come il cyber, l’economia, la finanza, l’informatica, l’ingegneria, le relazioni internazionali, al fine di potenziare la capacità di risposta della Sicurezza Nazionale. 

Le sue attività

Le attività di formazione e addestramento della Scuola degli 007 italiani sono suddivise in diversi ambiti disciplinari e settoriali (in particolare: discipline info-operative, valorizzazione dell’identità organizzativa, geopolitica e sfide globali, innovazioni e frontiere tecnologiche, materie economico-finanziarie). Questi rendono il senso tanto della complessità dell’attività dell’intelligence, quanto della qualità professionale richiesta a quanti vi prestano servizio. Accanto alle abilità di tipo operativo, ad esempio il reclutamento e la gestione delle fonti, viene dedicato ampio spazio a proposte didattiche volte a coltivare e radicare i valori condivisi ed il senso di appartenenza. I programmi formativi sono definiti annualmente dal Direttore Generale del DIS e dai Direttori di AISE, AISI e della Scuola di formazione, in collaborazione con qualificati rappresentanti di altre Amministrazioni dello Stato e di centri universitari di eccellenza. Di conseguenza, rispondono così alle esigenze del Comparto rispetto ai mutamenti dello scenario internazionale e all’evoluzione del quadro strategico.

La promozione della cultura della sicurezza passa da numerose iniziative, tra cui un videogame che prossimamente verrà rilasciato

La Scuola, peraltro, è incaricata anche di promuovere e diffondere la cultura della sicurezza, ambito nel quale già da diversi anni ha avviato collaborazioni con analoghe istituzioni della Pubblica Amministrazione, Università, centri studi, think net e think tank, sia in Italia che all’estero. SI va dal roadshow “Intelligence live” all’iniziativa “una tesi per l’Intelligence”, passando da “Partecipiamo alla sicurezza nazionale: licei e istituti superiori incontrano l’Intelligence” e da “Disegna l’intelligence”, fino alla prima campagna di formazione digitale nazionale “Be Aware Be Digital”. Non mancano nemmeno i videogames. Prossimamente, infatti, verrà rilasciato Cybercity Chronicles. E’ il primo videogioco di “edutainment” ambientato nel cyberspazio e sviluppato dalla Sicurezza Nazionale con una app gratuita per smartphone e tablet. Si tratta di una action adventure, rivolta in particolar modo alle scuole secondarie di primo e secondo grado.

Photo Credits: DIS

Il Video introduttivo dell’inaugurazione dell’Anno Accademico

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