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Il caso Hariri scuote la diplomazia internazionale

Il Caso Hariri Scuote La Diplomazia Internazionale

Attacco al Libano

Dodici giorni lontano dal Libano e scatta l’idea di un sequestro per il premier Hariri. Oggi le maggiori agenzie d’informazione europee hanno lanciato con grande enfasi l’intervista rilasciata alla stampa libanese dal presidente, Michel Aoun. Questo accusa  l’Arabia Saudita di aver posto agli arresti il premier Saad Hariri, dichiarandolo come un atto di aggressione contro il suo paese. È la prima volta che Aoun si spinge così oltre dicendo: “Niente giustifica l’assenza di Hariri per 12 giorni. Riteniamo dunque che sia detenuto. Questa è una violazione degli accordi di Vienna e delle norme sui diritti umani”. Per il capo dello Stato della terra dei cedri risultano anche inaccettabili le dimissioni del premier comunicate dall’estero.

Il viaggio di Hariri e le dimissioni

Saad Hariri, che è dal 3 novembre a Ria e da dove il giorno dopo ha  annunciato a sorpresa le sue dimissioni, accusa l’Iran di ingerenza negli affari interni del Libano e di altri Paesi della  regione. Inoltre, denuncia un complotto per ucciderlo. Durante la sua permanenza come dimostrano le testate d’informazione araba e gli account Twitter, Hariri ha rilasciato più interviste e ha incontrato ieri esponenti del governo saudita. Come testimonia anche il corrispondente di AlJazeera, Halim Shebaya. Intanto il capo della diplomazia libanese,Gebran Bassil, ha intrapreso ieri da Bruxelles un tour europeo, volto a risolvere la crisi regionale scaturita dopo le dimissioni del premier.

Trattenuto speciale: dietro i tweet di Hariri

Dopo le dichiarazioni di Aoun non si è fatta attendere la replica del ‘trattenuto speciale’. Hariri a distanza di 50 minuti ha affidato a un tweet la smentita sul rapimento. A proposito ha scritto:  “confermo e ribadisco che sto bene e che spero di tornare presto a rivedere l’amato Libano, se Dio lo vorrà. Lo vedrete”, un tweet dal sapore amaro, ridondante nei termini quanto necessario a tranquillizzare gli animi. Sul social molti hanno ribattuto sottolineando come le dichiarazione del presidente Aoun tuonino come una dichiarazione di guerra verso l’Arabia Saudita e quanto sia opportuna l’invocazione del divino nella speranza di tornare. Uno scacchiere complicato dove Hariri è l’unica garanzia per la diplomazia tra i due Paesi.

Botta e risposta tra Siriani e il quotidiano di Hariri

La reazione del presidente Siriano Bashar Hafiz al-Asad, alle dimissioni del premier libanese sono state lapidarie. Fonti di rapporti siriani riportano che Assad parlando di fronte a una delegazione dei partiti del Fronte arabo, abbia dichiarato che Hariri “non è il padrone stesso e che è stato licenziato e non si è dimesso”. Al-Mustaqbal, la testata di proprietà del premier libanese,  ha risposto con fermezza alle accuse restituendo al mittente le accuse e incalzando Assad a “smettere di ficcare il naso negli affari del Libano. Assad è l’ultima creatura sulla terra che ha diritto di parlare di sovranità e libertà di decisione”.

L’Iran teme l’asse con Israele

Sulla vicenda libanese interviene anche il presidente iraniano Hassan Rohani che attaccando direttamente il principe Mohammed Bin Salman, ereditario al trono dell’Arabia Saudita contro un asse con Israele ha sostenuto di fronte alle telecamere di Press Tv: “E’ assai riprovevole e vergognoso per un Paese musulmano nella regione supplicare il regime sionista (Israele, ndr) di bombardare il popolo del Libano. L’ingerenza dell’Arabia Saudita negli affari del Libano è vergognosa. Nella storia non ci sono precedenti di Paesi musulmani che abbiano preso tali misure. Questo indica l’immaturità degli individui che sono saliti al potere in questi Paesi”.

Il ministro degli esteri francese in visita

A sciogliere le riserve sullo stato del primo ministro Hariri sarà il ministro degli esteri francese Jean-Yves Le Drian in visita in Arabia Saudita, secondo quanto riporta l’agenzia francese France Press (AFP). Il diplomatico d’oltralpe incontrerà in giornata il principe Mohammed bin Salman a Riyadh dopo l’incontro con Hariri.

La solidarietà internazionale

Boris Johnson, ministro degli affari esteri inglesi, in occasione dell’incontro di Londra con il ministro degli Esteri libanese, Gebran Bassil ha ribadito l’importanza delle relazioni con Beirut: “Il Regno Unito tiene alla stabilita’ del Libano e al fatto che rimanga estraneo ai regolamenti di conti a livello regionale”.
Emma Evangelista
(Twitter: @emmaevangelista)
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