Il boom delle offerte di lavoro cyber aiuta indirettamente il cybercrime

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Il boom delle offerte di lavoro in ambito cyber sta aiutando indirettamente il cybercrime. La cyber security delle aziende ne esce indebolita, invece che rafforzata

Il boom delle offerte di lavoro in ambito cyber sta aiutando indirettamente il cybercrime. Lo affermano diversi ricercatori di cybersecurity. La forte richiesta di specialisti, a cui il mercato oggi non riesce a rispondere per mancanza di tecnici formati, ha fatto sì che le aziende si facessero la guerra per assumere la forza lavoro disponibile. Questo conflitto, che passa per benefit e salari alle stelle, ha portato a un enorme tasso di turn over nel settore. Ciò produce due effetti. Innanzitutto, aumentano i rischi di cyber attacchi per le organizzazioni. Queste, infatti, non sanno se i loro tecnici rimarranno con loro o se andranno via a fronte di un’offerta migliore. Inoltre, chi lascia le costringerà a trovare in tempi più brevi possibili un sostituto. Anche temporaneo. Perciò, si dovranno accontentare dei professionisti disponibili, non necessariamente il top.

Il cybercrime sfrutta tutte le debolezze delle difese cibernetiche, generate dall’elevatissimo turnover nel settore

Gli effetti causati alle aziende dall’elevatissimo turn over nel mondo del lavoro degli specialisti crea problemi su vari fronti della cyber security. E’ difficile per le organizzazioni studiare e attuare un piano avanzato di protezione se non si è certi che il fulcro, il tecnico con cui è nato ed e stato sviluppato, lo gestirà in modo continuativo. Inoltre, trovarne di nuovi allo stesso livello se non meglio, richiederà ulteriori investimenti, senza la certezza del risultato. Intanto, dovrà essere trovato un rimpiazzo per cercare di garantire almeno difese basi. Anche qui non è certo che ci riesca. Tutte queste operazioni, peraltro, richiedono tempo. Una finestra lunga o corta che sia, ma che il cybercrime sfrutterà per lanciare attacchi e trarre profitti.