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I governi diventano il primo bersaglio degli hacker

I Governi Diventano Il Primo Bersaglio Degli Hacker

Nel 2015 le istituzioni hanno subito il 7% degli attacchi informatici totali. L’anno scorso sono passati al 14%

Nel 2016 sono raddoppiati i cyber attacchi contro i governi. Lo ha rilevato il Global Threat Intelligence Report 2017 di Dimension Data. Questi nel 2015 sono stati il 7%, mentre l’anno scorso sono passati al 14. Di conseguenza, le istituzioni sono balzate al primo posto dei bersagli degli hacker, insieme al settore finanziario. In tutto, nel 2016 l’azienda di cybersecurity ha rilevato 6,2 miliardi di tentativi di aggressioni informatiche, analizzando i network di 10.000 clienti in 5 continenti. La maggior parte degli attacchi sono state “attività sospette” (30%). Queste hanno incluso tentativi di accesso privilegiato e sfruttamento di software. A seguirle i web application attacks (16%), aumentati di un punto in percentuale, e gli attacchi DDoS (6%), raddoppiati in 12 mesi.

I governi primo obiettivo per le informazioni che custodiscono

Per quanto riguarda i governi, sono diventati il primo obiettivo degli hacker per il fatto di detenere grandi moli di informazioni sensibili. Dai dati personali ai bilanci, alle comunicazioni riservate. Questi sono sotto attacco non solo da nazioni rivali. Ma anche da gruppi terroristici, hactivisti e criminali informatici. Secondo Dimension Data questi ultimi sono alla ricerca di nuove strade per ottenere profitti illeciti e sempre più spesso concentrano la loro attenzione sulle istituzioni. L’obiettivo del cybercrime, infatti, è monetizzare informazioni personali e i dati delle carte di credito rubati nell’economia dell’underground di internet.

Aumentano i casi di ransomware ai danni di agenzie governative

A questo proposito, infatti, Dimension Data ha registrato un incremento di ransomware contro agenzie governative (19%). Ciò, anche se i primi bersagli di questo tipo di malware continuano a essere l’industria e i servizi professionali (28%). La sua diffusione sta aumentando soprattutto grazie al fatto che i “riscatti” sono relativamente contenuti. Di conseguenza, si ritiene più conveniente pagare in silenzio, piuttosto che denunciare l’incidente e perdere tempo, nonché credibilità all’esterno. I primi a saperlo sono gli hacker del cybercrime e gli aggressori in generale. Questi, infatti, usano soprattutto il phishing e schemi di social engineering per diffondere i software malevoli (73%). I governi, però, sono meno vulnerabili contro questa minaccia informatica, rispetto al settore privato. Anche se non immuni, come dimostra la cronaca recente a livello globale.

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