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Holly Brockwell è l’esempio che le donne nel settore della tecnologia sono uguali o migliori degli uomini

Holly Brockwell è L’esempio Che Le Donne Nel Settore Della Tecnologia Sono Uguali O Migliori Degli Uomini

Holly Brockwell, celebre giornalista tech e fondatrice di Gadgette, condivide il suo punto di vista sulle donne nel settore tecnologico, un’industria dominata dagli uomini

Holly Brockwell, la celebre giornalista e copywriter tecnologica, è l’esempio che le donne nel settore tecnologico sono uguali, e a volte anche migliori, dei loro colleghi maschi. Holly è la fondatrice del sito tech Gadgette e ha scritto rubriche per Gizmodo, la BBC, The Guardian e altri. Difesa e Sicurezza ha fatto una chiacchierata con lei, cercando di scoprire qualcosa di più sui suoi segreti e sulle potenzialità delle donne in questo settore. Perché hai fondato Gadgette, un blog di tecnologia al femminile in un’industria dominata per lo più dagli uomini? “Esattamente per questo motivo: perché tutti i famosi blogger tech erano uomini, tutti i grandi siti tech erano (e la maggior parte ancora sono) in maggioranza uomini, e perché la maggior parte di questi uomini sono bianchi ed eterosessuali. Volevo fare qualcosa di più inclusivo e diversificato. Un luogo dove fosse possibile leggere la recensione di un nuovo smartwatch con una donna nella foto invece che il solito peloso braccio maschile. E no, le modelle nelle foto che si vedono sui giornali non contano!”

Gli ultimi tre anni per Holly Brockwell sono stati intensi e strategici per aiutare molte donne a far sentire la propria voce

Qual è la valutazione dopo 3 anni di attività? “In qualche modo non riesco a credere che siano davvero passati tre anni, e in qualche modo non riesco a credere che siano passati SOLO tre anni – afferma Holly -. Abbiamo fatto cose incredibili in questo periodo: Gadgette ha lanciato la carriera della brillante Emma Boyle, che ora lavora alla Techradar, abbiamo realizzato un’intervista che ha causato il ritiro di una app dal mercato, sono stata nominata Donna dell’Anno, e abbiamo aiutato tantissime donne, persone fantastiche, a far sentire la propria voce. A volte è stato difficile, soprattutto quando stavo cercando di decollare – spiega la fondatrice di Gadgette -, ma credo davvero in Gadgette e non sarei stata nulla senza la mia creatura.

Che cosa, secondo Holly Brockwell, portano le donne nel mondo dell’industria informatica e tecnologica?

“In linea generale, le donne vivono la vita in modo molto diverso dagli uomini. E le donne LGBT, le donne di colore e altri gruppi emarginati ancora di più, soprattutto se paragonati ai bianchi etero che costituiscono la maggior parte del settore – sottolinea Holly -. Il fatto è che persone di diversa provenienza hanno idee e approcci diversi, e questo è un valore assolutamente inestimabile per l’innovazione e la creatività. Guardatela così: se state cercando di tirar fuori un’idea che possa cambiare il mondo, vorreste che la vostra azienda fosse piena degli stessi tipi di persone di tutte le altre aziende della Silicon Valley? Oppure pensate che un diverso mix di ingredienti potrebbe produrre una ricetta migliore? Senza contare che, anche da un freddo punto di vista capitalistico, la diversità è una buona cosa per il business”.

I limiti che le donne si trovano ad affrontare online e sui social media

“Uno degli aspetti che la dice più lunga sulla mia carriera di donna che si occupa di tecnologia è che mi è stato chiesto più volte di prendere in considerazione l’idea di usare uno pseudonimo maschile, mentre agli uomini che conosco non è mai stato chiesto – denuncia Holly Brockwell -. Per le donne è assolutamente più difficile on-line, un aspetto sul quale il Guardian ha realizzato un grande studio. Usare un nome e un avatar femminile sui social media significa ottenere commenti sgradevoli, avere a che fare con vari troll e, in generale, ricevere un’accoglienza più dura rispetto a quella che si avrebbe se si usasse un nome maschile o un nome neutro dal punto di vista del genere. Ho una buona ragione per usare un nome utente senza genere su Reddit! Ma il consiglio che le donne ricevono è spesso quello di rimanere offline, o di nascondersi, e non credo che sia questa la soluzione”.

Le donne devono essere loro stesse, apertamente e onestamente, fin quando la situazione non sarà cambiata. “Perché se ci nascondiamo – afferma Holly Brockwell – lasciamo vincere i troll”

“Penso che tutto ciò che possiamo fare è essere apertamente e onestamente noi stesse, fin quando la situazione non sarà cambiata… perché se ci nascondiamo, saranno i troll a vincere – sottolinea la celebre giornalista tech -. Una volta ho lasciato Twitter in seguito a qualche troll particolarmente brutale e mia madre, alla quale la cosa non è proprio andata giù, ha insistito affinché rientrassi immediatamente per non dar modo a certa brutta gente di pensare che l’avevano avuta vinta loro. È stato un buon consiglio, e da allora non ho più fatto passi indietro. Ho capito una cosa che mi aiuta molto: pensate a qualcuno di inequivocabilmente eccezionale, qualcuno che ammirate davvero – che so, Beyoncé o chiunque altro – e andatevi a guardare i commenti sulla loro roba. Anche loro sono bersagliati dai troll. E una volta che hai capito quanto siano patetici i troll che pensano di poter far crollare un carro armato come Beyoncé, ti rendi conto che non puoi permettere loro di avere alcun potere su di te”.

I consigli di Holly Brockwell per le persone – in particolare donne – che vogliano avviare un blog

“Fatelo! Fatelo assolutamente. Non aspettate che qualcuno vi dica di farlo (anche se io l’ho appena fatto), non aspettate di aver trovato il nome e il brand perfetto. Basta mettere su la pagina (di questi tempi bastano pochi minuti, non ci sono scuse!) e iniziare – suggerisce Holly Brockwell -. Il bello dell’epoca in cui viviamo è che se volete guadagnarvi da vivere scrivendo di tecnologia non avete più bisogno di qualcuno che vi metta a disposizione una piattaforma su cui farlo. È possibile crearsene una per conto proprio. Fa’ un video con il tuo smartphone e mettilo su YouTube. Scrivi un articolo e pubblicalo su Medium, su WordPress, o sul “.com” che hai comprato per conto tuo (dovresti comunque, se possibile, essere sempre il proprietario del dominio con tuo nome). Poi, quando vorrai che le persone ti paghino per scrivere di tecnologia, potrai mostrare loro quello che hai già fatto, piuttosto che parlare di quello che potresti fare se te ne venisse data la possibilità. In un mondo pieno di gente che parla – conclude la celebre giornalista tech e copywriter -, siate voi quelli che agiscono”.

Il sito ufficiale Gadgette

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