Gli utenti Facebook dal 9 aprile sapranno se Cambridge Analytica usa i loro dati

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Dal 9 aprile gli utenti Facebook sapranno se Cambridge Analytica ha avuto accesso ai loro dati

Facebook permetterà dal 9 aprile ai suoi utenti di capire se Cambridge Analytica ha avuto accesso ai loro dati. Anche in Italia. Lo farà con un link in cima al news feed. Lo strumento farà apparire quali informazioni sono state condivise con terze parti. Lo ha annunciato la compagnia in un post sul suo blog. Inoltre, verranno modificati i termini del servizio per rendere più facile comprenderli e verranno inclusi alcuni impegni sulla privacy. Nel frattempo, c’è grande attesa per l’audizione di Mark Zuckerberg al Congresso Usa, l’11 aprile. L’organismo vuole appurare perché è stato possibile che si verificasse un evento simile e quali passi Facebook intenda intraprendere in pratica per evitare che si ripeta in futuro, anche se in forme e con modalità diverse.

Secondo gli ultimi dati, Cambridge Analytica ha usato illecitamente oltre 50 milioni di profili Facebook. Quelli in Italia potrebbero essere 214.000

Secondo gli ultimi dati, Cambridge Analytica ha usato illecitamente oltre 50 milioni di profili Facebook. Secondo Zuckerberg, la società poteva avere accesso fino a 87 milioni, ma gli analisti ritengono che quelli trafugati siano inferiori. In Italia potrebbero essere 214.000. Il caso è scoppiato dopo le rivelazioni al Guardian di Christopher Wylie, ex dipendente dell’impresa. Cambridge Analytica ha sfruttato l’applicazione “thisisyourdigitallif”, creata in collaborazione ad Aleksandr Kogan dell’Università di Cambridge e a capo della società Global Science Research (GSR), per recuperare informazioni. Lo ha fatto pagando circa 300.000 utenti per sottoporsi a un test della personalità, i quali hanno accettato di fornire i loro dati personali per uso accademico. Ma l’APP su Facebook raccoglieva anche dati sui loro amici. Da qui sono stati creati profili psicologici e politici sofisticati, ai quali sono stati somministrati contenuti ad hoc in base all’obiettivo prefissato. In pratica, usati per campagne di psychological warfare (PsyOps) e di infowarfare.