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Gli Usa potrebbero presto aumentare le truppe in Siria contro Isis

Gli Usa Potrebbero Presto Aumentare Le Truppe In Siria Contro Isis

Il piano oltre alle truppe prevede la creazione di zone sicure per gli sfollati

Gli Stati Uniti potrebbero presto incrementare le loro truppe in Siria. Il provvedimento allo studio fa parte di un nuovo piano per dare maggiore impulso alla campagna contro Isis nel paese, voluto dal presidente Donald Trump. Il segretario alla Difesa James Mattis la settimana prossima presenterà alla Casa Bianca le misure ipotizzate. D’altronde lo stesso ex generale dei Marines nell’audizione al Senato per la conferma del suo incarico aveva parlato della possibilità di accelerare la campagna contro Daesh. Inoltre, successivamente, aveva confermato che Trump gli ha chiesto a proposito di preparare un piano entro 30 giorni. Questo, oltre al probabile incremento delle truppe nel paese, conterrà con buona probabilità la creazione di zone sicure per gli sfollati. L’aumento dei militari potrebbe essere giustificato proprio dalla necessità di garantire la loro protezione.

Il piano globale anti-Isis è uno sforzo corale tra agenzie, dipartimenti e militari

Per quanto riguarda il piano anti-Isis in generale, il portavoce del Pentagono, il capitano Jeff Davies, ha spiegato alcuni dettagli in merito. “Affronterà il tema Daesh globalmente. Non sono dal punto di vista del dipartimento della Difesa. Ci è stato chiesto di guidare il suo sviluppo – ha sottolineato -. Ma questo dipende dalle capacità di tutti i dipartimenti. Abbiamo lavorato con i partner inter-agenzia, con la comunità dell’intelligence, con i vertici militari sul terreno e con quelli del Joint Staff. Il piano – ha concluso – rappresenta anche gli input di una serie di dipartimenti”.

I nuovi assetti Usa in Siria potrebbero includere artiglieria, mortai e supporto logistico

Attualmente, gli Stati Uniti hanno schierato in Siria circa 500 militari, per lo più membri delle forze speciali. Il loro compito è addestrare, assistere e fornire consulenza alle forze ribelli moderate locali nella guerra contro Isis. Non è detto, a priori dal possibile invio dei rinforzi, che gli assetti rimarranno tali. Soprattutto in vista dell’imminente offensiva a Raqqa. Recentemente, infatti, il generale Joseph Votel – a capo del Comando militare centrale Usa (CENTCOM), ha detto che la composizione della forza dipenderà dalle esigenze sul terreno. La strategia attuale è quella di pressare Daesh da multiple direzioni, portando avanti l’offensiva verso Raqqa. Con l’avvicinarsi delle SDF alla città, però, potrebbe essere richiesto l’impiego di assetti aggiuntivi: dall’artiglieria ai mortai, al supporto logistico. Questi, uniti a maggiori sforzi in ambito di advising garantirebbero alle forze locali un vantaggio strategico sullo Stato Islamico.

 

 

 

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