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Gli Alpini della Taurinense si addestrano a proteggere i confini est della NATO

Gli Alpini Della Taurinense Si Addestrano A Proteggere I Confini Est Della NATO

Gli Alpini della brigata Taurinense, con l’esercitazione LARAN 2019, si addestrano a proteggere i confini orientali della NATO in Europa. Manovre “full spectrum” per le Penne Nere

Gli Alpini della brigata Taurinense si addestrano a proteggere i confini orientali della NATO in Europa. L’occasione è stata l’esercitazione LARAN 2019, al poligono di Monte Romano dal 2 al 24 settembre. Le manovre hanno coinvolto tutte le componenti della brigata, da un complesso minore del 3° reggimento Alpini, rinforzato da elementi del Genio Guastatori, della Cavalleria e dell’Artiglieria in versione d’assalto. Di fatto è stata un’esercitazione “full spectrum”, che testa l’interoperabilità delle unità con diverse peculiarità, peraltro in uno scenario tradizionalmente “alieno” a quella che è la storia dei nostri Alpini. Infatti, l’area di operazioni non è la montagna, ma un terreno per lo più pianeggiante ricoperto da boschi e vegetazione, molto soggetto alle variazioni metereologiche. Terreno morfologicamente molto simile a quello della Lettonia dove personale del Terzo reggimento Alpini si schiererà prossimamente con compiti di addestramento, nell’ambito dell’operazione Baltic Guardian nella missione NATO Enhanced Forward Presence (eFP). 

Il terreno di LARAN 2019, il poligono di Monte Romano, è molto simile a quello della Lettonia. Inoltre, le condizioni meteo hanno simulato naturalmente quelle del paese baltico. In questo contesto, i BV 206 si sono dimostrati efficaci anche nel nuovo ruolo di mezzi da combattimento

L’esercitazione LARAN 2019 ha permesso agli Alpini che andranno in Lettonia di avere da subito dimestichezza con il territorio in cui andarono a operare. Inoltre, farà sì che possano agire testare, contemporaneamente, i livelli addestrativi raggiunti su più livelli e con nuove capacità, oltre a quelle tradizionali del Corpo. Le manovre, infatti, hanno stabilito il fatto che le Penne Nere sono perfettamente a loro agio anche in altri tipi di scenari o terreni, in ogni condizione metereologica. E sono in grado di integrare al meglio le peculiarità di ogni singola componente, anche delle ultime aggiunte come la Cavalleria. La conferma viene dal fatto che i veicoli BV 206, solitamente impiegati principalmente su terreno montano, si sono dimostrati a loro agio anche in aree pianeggianti e rese impervie a causa del fango. Gli Alpini, peraltro, li hanno testati a Monte Romano non solo per il trasporto truppe o di materiali, ma anche come mezzi da combattimento, impiegandoli al fianco delle autoblindo Centauro. L’unica miglioria applicabile da quanto emerso è fornire loro una maggiore potenza di fuoco. Ciò sarebbe facilmente possibile, sostituendoli con le versioni più aggiornate (i BvS 10).

Dopo circa 15 anni, tornano in linea gli obici da 105/14. Un’arma che, nonostante l’età, si adatta perfettamente alle ultime esigenze dell’Alleanza Atlantica

Alla LARAN 2019 c’è stata anche un’altra novità importante. Il ritorno in linea, dopo circa 15 anni, dell’obice da 105/14. Una artiglieria d’assalto “rustica”, ma molto efficace e di facile trasporto. Tanto che gli artiglieri del 1° reggimento sono stati in grado di renderlo pienamente operativo in circa due minuti dallo sgancio dal mezzo. Un’arma che si adatta perfettamente a tutti i nuovi scenari in cui opera la NATO, compresa l’eFP, e che è da tempo richiesta in ambito Alleanza Atlantica, alla ricerca di  qualcosa di tattico facilmente rischierabile e capace di supportare il superamento di postazioni ostili grazie alla sua potenza di fuoco e alla sua capacità di operare anche come cannone d’assalto a tiro diretto che lo rende pienamente aderente alla flessibilità ed autonomia tipica delle Truppe Alpine. Peraltro, la sua carenza di tecnologia è la sua forza. Lo rende semplice da utilizzare e gestire, nonché immune ai più moderni sistemi di contrasto e disturbo, come i jammer, usati recentemente in Siria contro i militari Usa. Per il momento non è previsto lo schieramento degli obici da 105 in Lettonia, ma in futuro la situazione potrebbe cambiare. 

Gli Alpini opereranno in Lettonia nell’ambito della eFP con il Task Group “Baltic”

Gli Alpini del Terzo partiranno L’Italia, in Lettonia saranno è di base ad Adazi, dove si occupa di migliorare le capacità operative delle forze locali e quelle di cooperazione con altri Paesi dell’Alleanza. L’attuale contributo nazionale prevede un impiego massimo di 166 militari e 50 mezzi terrestri. L’Italia partecipa alla eFP con il Task Group “Baltic”. La missione è nata al summit di Varsavia del 2016. La NATO, come ricorda la Difesa, dinnanzi a una deteriorata percezione della sicurezza e a seguito di specifica richiesta avanzata da parte dei Paesi Baltici e della Polonia, ha ritenuto opportuno rafforzare la propria presenza sul fianco est dello spazio euro-atlantico. Ciò, varando una misura di enhanced Forward Presence (eFP) che contempla lo schieramento di quattro Battlegroup in Estonia, Lettonia, Lituania e Polonia, alimentati a cura delle Framework Nations e supportati dagli altri Alleati. L’eFP è una misura di natura difensiva, proporzionata e pienamente in linea con l’impegno internazionale della NATO che intende rafforzare il principio di deterrenza dell’Alleanza.

Photo Credits: Esercito Italiano

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