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Forze Speciali, le comunicazioni HF tornano protagoniste nella NATO

La tecnologia delle comunicazioni HF torna protagonista, soprattutto nel mondo delle forze speciali NATO. Defense News conferma che i comandi forze speciali in tutta Europa stanno aumentando queste capacità per garantire la connettività sul campo di battaglia

La tecnologia delle comunicazioni HF (Alta frequenza) è “vecchia” ma non obsoleta, tanto che torna protagonista nel mondo militare e in particolare tra le forze speciali. Lo conferma Defense News, sottolineando che i comandi per le Operazioni Speciali (SOCOM o COFS) in tutta Europa stanno aumentando le capacità in ambito comunicazioni HF per garantire la connettività sul campo di battaglia. I leader si stanno rivolgendo a esse per ottimizzare la bassa probabilità di intercettazione e rilevamento da parte di attori ostili. D’altronde, non è un mistero che i sistemi attuali, basati soprattutto sui satelliti, siano fortemente a rischio anche se all’avanguardia. Ciò è stato dimostrato in tutti i principali teatri operativi in cui opera la NATO: dall’Afghanistan al Medio Oriente, passando per l’Europa Orientale. In principio la Russia si è limitata esclusivamente a intercettare le comunicazioni per spiare i movimenti e le strategie dell’Alleanza. Poi, ha cominciato a disturbare le trasmissioni attraverso azioni di Electronic Warfare.

USA, Russia, Cina e altri paesi sono dotati di capacità ASAT, in grado di inibire i dispositivi satellitari. Questi, comunque, hanno anche altri limiti

Peraltro, oltre agli Stati Uniti, anche la Russia e la Cina possiedono capacità ASAT, cioè anti-satellite. Inoltre, diversi paesi le stanno sviluppando e non è escluso che alcuni gruppi terroristici tecnologicamente avanzati non ne possano entrare in possesso. Di conseguenza, si rischiano black-out improvvisi delle comunicazioni, dovuti a sabotaggi o a vere e proprie aggressioni, che potrebbero far fallire missioni importanti e soprattutto mettere a rischio la sicurezza e la vita degli operatori. Ciò vale soprattutto negli scenari dove sono presenti più attori, i quali non hanno interessi convergenti. Praticamente tutte le aree di operazioni attuali. A questi elementi si aggiungono le limitazioni naturali delle comunicazioni via sat, quali eventi atmosferici o ostacoli geologici e architettonici, che creano zone di shadowing, e i costi elevati per i sistemi e gli aggiornamenti. Senza contare che chi si trova sul campo non sempre può usare satelliti “nazionali” e spesso è costretto ad appoggiarsi a quelli altrui, con tutto ciò che ne deriva.

Anche la tecnologia HF non era perfetta, non a caso è stata sostituita dai dispositivi high-tech

Anche la tecnologia delle comunicazioni HF, applicata al mondo militare, soffriva di limiti. Innanzitutto le dimensioni e il peso elevati delle apparecchiature e dei ricambi che affardellavano non di poco gli zaini degli operatori delle forze speciali. Inoltre, permetteva di trasmettere voce e dati, ma non contenuti multimediali. Di conseguenza, è stata messa da parte a favore di concezioni moderne, che permettessero ai militari sul campo di dialogare direttamente con i centri di comando, anche a migliaia di chilometri di distanza, scambiandosi reciprocamente diversi tipi di informazioni in tempo reale.

Oggi, però, la situazione è cambiata e si è arrivati al paradosso che le comunicazioni HF in alcune situazioni sono migliori di quelle via satellite. Inoltre, sono “blindate” per natura da possibili cyber attacchi

Oggi, però, la situazione delle comunicazioni HF è cambiata. I nuovi apparati sono molto più piccoli, leggeri, maneggevoli e facili da usare rispetto ai loro predecessori. Inoltre, diversi assetti delle Forze Armate di altro tipo li continuano a impiegare. Di conseguenza, gli operatori sul terreno possono agevolmente dialogare in tempo reale con i colleghi in cielo o in mare per chiedere supporto o coordinarsi nel corso dell’evolversi delle operazioni.  Ciò, senza contare che, con un po’ di filo come antenna e un tasto, si riesce a trasmettere anche in codice morse. Non è trascurabile nemmeno il fatto che l’HF è “blindato” per natura contro altre minacce, come possibili cyber attacchi, mentre i satelliti sono già da tempo oggetto di tentativi di spionaggio e sabotaggio, nell’ambito di campagne di cyber warfare.

C’è anche l’elemento non secondario del costo, soprattutto in un periodo di tagli di bilanci a fronte di sempre maggiori impegni in ambito NATO e internazionale

Infine, c’è un elemento non secondario di cui tenere conto. A parità di prestazioni con i loro “colleghi” più tecnologicamente evoluti gli apparati per le comunicazioni HF costano nettamente meno, inclusi impiego e manutenzione. Il che si traduce in un risparmio economico concreto, rilevante soprattutto oggi in cui i bilanci delle Difese – tranne pochi casi – sono sempre più esigui a fronte di impegni progressivamente maggiori richiesti in ambito NATO e internazionale. A proposito sarà interessante vedere se e come le aziende e le Forze Armate, anche in Italia, si adegueranno a questo nuovo trend. Le prime convertendo o sviluppando nuove tecnologie legate all’HF e le seconde reintroducendo una sorta di “ritorno al passato”, che guarda ai marconisti. Ciò riaprendo le scuole e organizzando esercitazioni ad hoc per ricreare la mentalità appropriata, necessaria all’impiego migliore dei materiali. Non solo nell’ambito delle forze speciali ma anche dei reparti convenzionali.

Photo Credits: 7th Army Training Command

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