Fondi Difesa, arriva una legge per aiutare le startup innovative

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Si accende la luce sulla cybersecurity

L’annuncio di ieri della ministra Roberta Pinotti di un incremento di risorse per il comparto Difesa ha fatto accendere i riflettori su un’area spesso trascurata del settore. La cybersecurity. Su cui invece tutti i paesi del mondo stanno massicciamente investendo. A cercare di dare una scossa al sistema ci ha provato la vicepresidente della commissione Difesa della Camera e componente del Copasir, Rosa Villico Calipari. L’onorevole il 25 settembre ha depositato, insieme a molti altri colleghi, una proposta di legge a Montecitorio. Obiettivo: favorire la nascita di startup innovative, che sviluppino nuovi sistemi di difesa cibernetica. Ne abbiamo parlato direttamente con lei, in una pausa dei lavori di commissione.

Un’iniziativa a favore delle eccellenze italiane sulla cybersecurity

“Ho presentato questa proposta di legge – ha spiegato – per rafforzare la competività tecnologica nel settore della sicurezza cibernetica del nostro Paese, puntando in particolare sulla capacità di innovazione dei nostri giovani, dei nostri ricercatori e delle nostre startup, eccellenze riconosciute anche all’estero, e che per questo motivo, ritengo, abbiano bisogno di un impulso che venga dal settore pubblico. Crescere e fare sistema per ‘aumentare i livelli di sicurezza dalle minacce cibernetiche’ e quindi in definitiva la sicurezza del nostro Sistema Paese con particolare riguardo al sistema imprenditoriale delle PMI, cioè i soggetti più esposti al rischio di attacchi cyber”.

A stimolare la legislazione la presa di coscienza del rischio digitale

“Questa proposta di legge, elaborata con i ragazzi di Cultura Democratica, una fondazione di giovani molto competenti e molto attenti alle sfide dei nostri giorni, si inserisce comunque in un filone di attività e di interesse crescente verso queste tematiche. Se qualcosa si sta muovendo oggi è proprio la consapevolezza del rischio e la crescente attenzione verso la sfida di questo tempo. Cioè l’esposizione del flusso di informazioni che produciamo e che ogni giorno ci coinvolge e quindi il rischio che possa essere manipolato, rubato o usato in danno alla nostra vita privata. Al nostro sistema economico e in ultimo al nostro ordinamento democratico”.

Tempi stretti: la fine legislatura incombe e le Camere sono sature

“I temi che affronta questa legge non hanno una caratterizzazione politica. Sono d’interesse superiore e collettivo; quindi seppure dovesse restare in eredità a chi verrà dopo sono certa non sarà accantonata perché prodotta nella legislatura precedente. Spero che la via parlamentare ordinaria che la proposta di legge ha appena intrapreso con l’assegnazione alle commissioni competenti, possa essere accelerata in considerazione della rilevanza dei temi. E mi sia permesso, degli altri firmatari della proposta. Aggiungo che la stessa identica proposta è stata depositata qualche giorno fa al Senato dal collega senatore Del Barba. Proprio a ribadire la necessità e l’importanza dei temi e delle misure proposte dal progetto di legge”.
GIC
(Twitter: @gcaroli)