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Filippine, in stallo l’assedio a Isis a Marawi ma forse si muove qualcosa

Isis/Maute usa il cibo come arma di ricatto con i civili. La loro resistenza è al limite

Nelle Filippine continua l’assedio al Maute/Isis a Marawi, con dure battaglie tra i soldati e i miliziani. La situazione per il momento sembra ancora in fase di stallo. I diversi tentativi di tregua, per fornire sostegno ai civili, infatti, sono stati rotti dal Daesh che li ha usati per compiere attacchi a sorpresa.  La popolazione intrappolata, si parla di circa 1.000 residenti, sta soffrendo la fame. I jihadisti hanno sequestrato tutte le scorte di cibo, per usarle al fine di resistere il più possibile nella città. Inoltre, lo Stato Islamico le utilizza come arma di ricatto per obbligare gli abitanti a eseguire gli ordini e i cristiani a convertirsi all’Islam. In caso contrario sono previste punizioni che arrivano fino alla morte.

Moschee e tunnel servono a Isis per non essere rilevati dagli assetti aerei nemici

L’esercito, dopo un momento in cui sembrava stesse prevalendo su Isis/Maute, ha dovuto rallentare le operazioni. Ciò in quanto i miliziani a Marawi hanno cominciato a usare i civili come scudi umani. Non solo. I jihadisti Isis stanno usando le moschee per nascondersi e una rete di tunnel sotterranei per spostarsi senza essere visti dai soldati filippini. Questi hanno schierato in campo una serie di assetti aerei, droni in primis, per rilevare dall’alto i movimenti e le postazioni dello Stato Islamico. Lo stratagemma dei fondamentalisti, però, ha complicato le cose e ha obbligato i militari ad agire con cautela.

I militari filippini: abbiamo catturato un alto leader Maute/Isis  fuggito da Marawi. Non è il primo

Qualcosa a Marawi, comunque, sembra si stia muovendo. Nelle scorse ore i militari filippini hanno fatto sapere di aver arrestato un altro leader di Isis/Maute. Non sono stati forniti dettagli, in quanto l’uomo è al momento sotto interrogatorio. L’evento, però, è indicativo. Solo pochi giorni fa Casamora, un altro comandante Daesh, fu preso insieme alla moglie Farhana e ad altri due parenti dopo essere fuggito dalla città. Il gruppo cercava di raggiungere Davao. Ciò ha un significato ben preciso. I vertici dello Stato Islamico sanno che non si potrà resistere a lungo all’assedio. Perciò, come accade in Iraq e Siria, si danno alla macchia in cerca di zone più sicure.

Le fughe dei capi Maute/Isis potrebbe portare la situazione a esiti imprevedibili

Questa evoluzione di Isis a Marawi, però, non è solo positiva. Rappresenta anche un ulteriore pericolo per i civili. L’assenza progressiva di leadership nel Daesh in zona, unita all’offensiva dell’esercito filippino, sono un mix che potrebbe portare a esiti imprevedibili. Non si sa, infatti, come potrebbero reagire i miliziani. Questi, a differenza dei loro capi, non hanno alternativa alla morte o al carcere se non combattere. Perciò è difficile che si arrendano. Potrebbero anche vendicarsi sugli abitanti locali, come in parte sta già avvenendo. D’altronde, lo Stato Islamico non è nuovo a queste pratiche. Anzi.

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